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Tra i jihadisti cresciuti nel "Lombardistan" c'è Ghaith Abdessalem

Il giovane tunisino era residente a Merate; è stato espulso alla fine del 2015

C'è (anche) la storia di Ghaith Abdessalem, tunisino di 20 anni, residente a Merate, tra quelle di tanti presunti estremisti che Cesare Guzzi ha raccontato sul Corriere della Sera; anche lui era "un jihadista da tastiera" cresciuto nel "Lombardistan".

"Su Facebook aveva pubblicato la fotografia del fratello minore, che da due anni combatte con le truppe del Califfato in Siria, mentre imbraccia un Kalashnikov. - racconta il giornalista - Sui social network inneggiava al martirio e al jihad".

"La storia di Abdessalem non ha niente a che vedere con l'emarginazione e la mancata integrazione. Aveva perso il lavoro da poco, ma frequentava altri giovani del posto, beveva, andava in discoteca e vestiva all'occidentale. Il prototipo del jihadista della porta accanto, cresciuto nel "Lombardistan" tra capannoni, villette a schiera, bar di paese e strade piene di rotonde".

Gli estremisti islamici espulsi dal Viminale sono 74; in Lombardia 9, negli ultimi 18 mesi, "i presunti terroristi per i quali - in assenza di un'incriminazione penale - Digos della polizia e Ros dei carabinieri hanno proceduto all'allontanamento", spiega Guzzi.

Abdessalem, espulso alla fine del 2015, non potrà tornare in Italia per i prossimi 15 anni.

Per leggere l'articolo di Cesare Guzzi: clicca qui.

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