Corsa per bambini a Brivio, un cittadino: «Fateli correre verso Auschwitz»

Il vergognoso post, pubblicato su un gruppo Facebook, ha suscitato rabbia e indignazione. Il sindaco: «L'autore subirà le conseguenze». Annunciato esposto in Procura

«Fateli correre ad Auschwitz». Un invito vergognoso, a coronamento di un post delirante. 

Il caso è esploso qualche giorno fa a Brivio. Al termine della corsa podistica svoltasi domenica 11 marzo, cui hanno partecipato circa 500 bambini accompagnati dai genitori, un cittadino ha pensato bene di criticare l'iniziativa per avere «paralizzato il paese», invitando poi l'Amministrazione comunale a mandare quei bambini, che svolgevano una sana attività fisica, verso uno dei luoghi in cui sono consumate le più grandi atrocità della storia, il campo di concentramento di Auschwitz. Il post è stato pubblicato sul gruppo chiuso "Sei di Brivio se..." e in poco tempo il caso è esploso in tutto il suo clamore.

La pretestuosa polemica dell'autore

«Complimenti per la manifestazione di oggi - è il testo della vergogna - Per una corsa di nessuna importanza ha paralizzato il paese! Chi era a casa non poteva uscire in macchina, chi era fuori non poteva tornare a casa! Che schifo! Non si è liberi di fare quello che si vuole! Fateli correre in direzione di Auschwitz! Per non dare fastidio ai cittadini!» A corollario, una serie di emoji tristi e piagnucolose.

«Una vergogna per il paese»

A far piangere, oltre che suscitare indignazione, è soltanto il contenuto del post, che non è passato inosservato all'attenzione del sindaco di Brivio Federico Airoldi. «Una vergogna e un'offesa per tutto il paese - ha scritto sulla propria pagina Facebook il primo cittadino - che avrà conseguenze nelle opportune sedi sia per chi ha pubblicato questa porcheria sia per chi ne ha avallato la pubblicazione. La misura è colma. Questa volta chi ha pubblicato e assecondato la pubblicazione di parole offensive e inqualificabili rivolte ai nostri ragazzi subirà le conseguenze del caso».

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Nonostante siano arrivate le tardive scuse del cittadino autore del post (poi rimosso dal gruppo), il primo cittadino ha annunciato l'intenzione di presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Lecco.

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