Crollo del ponte di Annone, la famiglia Bertini e i superstiti tra le parti civili

Udienza davanti al Gup del Tribunale di Lecco: ammesse anche le Province di Lecco e di Bergamo, Anas e Codacons nazionale. La vedova: «Nessuno si è mai fatto sentire»

Il ponte crollato il 28 ottobre 2016 ad Annone

Il 28 ottobre 2016, sotto il crollo del cavalcavia di Annone, perdeva la vita Claudio Bertini, 68enne di Civate. A poco più di tre anni e due mesi dal crollo, nel quale rimasero ferite altre cinque persone, mercoledì 8 gennaio si è svolta l'udienza davanti al Gup del tribunale di Lecco, Paolo Salvatore.

28 ottobre 2016: il crollo e la tragedia

Cinque gli indagati che il prossimo 11 marzo dovranno rispondere di omicidio colposo, disastro colposo e cooperazione in disastro colposo: il dirigente della Provincia di Lecco Angelo Valsecchi, il tecnico del settore Viabilità della Provincia di Lecco Andrea Sesana, il dirigente Anas Giovanni Salvatore, il responsabile dell'ufficio pianificazione e grandi infrastrutture della Provincia di Bergamo Silva Garbelli, il professionista di Busto Arsizio Roberto Torresan. Chiesta l'archiviazione per Eugenio Ferraris, dirigente Grandi infrastrutture della Provincia di Bergamo.

Ammesse come parti civili la famiglia della vittima Claudio Bertini, la famiglia di Mandello scampata alla tragedia, il conducente della vettura rimasta in bilico sul ponte, la Provincia di Lecco e quella di Bergamo, Anas e il Codacons nazionale. Non ammessi invece il Codacons regionale e l'Anmil.

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Currò: «Le istituzioni siano vicine»

Sull'udienza preliminare è giunto il commento dell'onorevole del M5S Giovanni Currò. «Le parole dette dal procuratore e dalla famiglia sono toccanti - spiega - Al di là di ogni responsabilità giuridica che dovrà doverosamente essere accertata, elementi come la vicinanza e il sostegno delle istituzioni e dagli enti dello stato non devono mai mancare. Non mi meraviglio se poi di fronte a questi comportamenti i cittadini si disaffezionano o non si fidano più di chi ha il dovere di garantire la loro incolumità percorrendo le nostre strade. Il mio auspicio è che a stretto giro ci sia almeno una telefonata alla famiglia da parte dei tre enti pubblici (le due Province e l'Anas, ndr)», ha concluso Currò commentando quanto affermato dalla vedova Bertini, ovvero «dal giorno del disastro nessuno si è mai fatto sentire».

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