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Le condizioni igieniche riscontrate dagli operatori dell'Ats Brianza

Le condizioni igieniche riscontrate dagli operatori dell'Ats Brianza

Vivevano sotto cumuli di rifiuti, escrementi e animali morti: intervengono gli operatori sanitari

Due casi di accumulatori seriali di animali domestici negli ultimi due mesi. Le persone sono state affidate alle cure mediche, cani e soprattutto gatti reinseriti in strutture protette

Vivevano in condizioni igieniche pietose, sotto una montagna di cose da cui non riescono a separarsi, rifiuti ed escrementi dei loro numerosi animali, spesso anche venti o trenta.

Casi di accumulatori seriali di animali domestici sono stati riscontrati in Brianza. Il Servizio di Igiene urbana veterinaria del Dipartimento veterinario dell'Ats della Brianza è infatti stato coinvolto, solo nell'ultimo mese, in due episodi, su segnalazione di cittadini ai sindaci del Comuni interessati a cause delle pessime condizioni igieniche in cui queste persone mantenevano gli animali (cani, gatti, uccelli e roditori).

Condizioni di vita agghiaccianti

È accaduto in due comuni brianzoli (e altri episodi sono stati riscontrati poco tempo prima nel Lecchese). L'intervento ha coinvolto non solo il Dipartimento veterinario dell'Ats Brianza ma anche i Servizi sociali delle Amministrazioni comunali, la Polizia locale e, se necessario, persino gli operatori dell'Areu. Gli scenari scoperti sono a dir poco agghiaccianti: cumuli di cose, abbigliamento, stracci e immondizia di ogni genere rendevano impossibile l'accesso ai locali e anche l'utilizzo degli spazi per la destinazione originaria; gli appartamenti erano spesso privi delle necessarie forniture domestiche (acqua, gas, corrente elettrica) essenziali per un livello di vita appena dignitoso. I pavimenti erano cosparsi di feci e urina dei numerosi animali detenuti (per lo più gatti), con un odore nauseabondo che invadeva i locali fino al punto da rendere impossibile la permanenza negli stessi per periodi prolungati. Gli animali detenuti erano in stato di malnutrizione e con evidenti sintomi di sofferenza; negli appartamenti, in alcuni casi, sono state rinvenute carcasse di animali.

Gli "hoarders", ovvero gli accumulatori seriali di cose e animali, una vera e propria patologia, sono stati affidati alle cure dei professionisti medici più appropriati, mentre gli animali ricoverati nelle strutture sanitarie dell'Ats.

«Fenomeno in gran parte sommerso»

«Il numero di casi segnalati all'anno è di una decina, quindi relativamente basso - spiega Diego Perego, direttore Servizio igiene urbana veterinaria dell'Ats Brianza - ma sicuramente risultano sottostimati rispetto ai casi reali, in quanto l'Ats rileva il problema solo a seguito di segnalazione di inconveniente igienico causato da animali, per i forti odori molesti che provengono da queste abitazioni e non sempre gli esposti ci arrivano. Riteniamo però importante segnalare e questa casistica poichè emergente e con forte risvolto sociale».

Gli "hoarders": una vera patologia

«Vorremmo sottolineare che immedesimarsi nella mente di tali persone per un eccesso di comprensione o addirittura di pietà equivale a diventare complici di un meccanismo deleterio e distruttivo. La soluzione non è quindi sostenerle con aiuti sporadici, ma riconoscere il problema e segnalarlo senza esitazione alle autorità competenti. È questo l'atteggiamento su cui vogliamo sensibilizzare, e in particolare rendere noto che il personale veterinario dell'Ats Brianza è impegnato in interventi multidisciplinari anche in questi casi di disagio sociale, sia per il benessere delle persone che per quello degli animali coinvolti».

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