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Poste, Regione Lombardia pronta ad aprire il confronto con l'azienda sul piano di riorganizzazione

Il Sottosegretario Nava: "Concorderemo a brevissimo un incontro in cui presenteremo la nostra proposta"

Regione Lombardia è pronta ad aprire il confronto con Poste Italiane per discutere le modifiche al piano dell’azienda, che prevede la chiusura di 7 filiali e la riorganizzazione di altri 9 uffici in provincia di Lecco, che aprirebbero a giorni alterni: si è infatti conclusa oggi 12 maggio la raccolta dei dati e delle informazioni, necessario per la proposta di revisione che il Pirellone farà all’azienda, messa a punto dal Tavolo regionale voluto dal Pirellone per far fronte alla situazione.

«Con la riunione di oggi - ha riferito Daniele Nava, Sottosegretario agli enti locali - il Tavolo ha concluso un importante lavoro e ha validato il documento con la raccolta completa dei dati che sottoporremo nei prossimi giorni a Poste Italiane».

Ai lavori hanno partecipato i rappresentanti di Comuni e Province, tramite due delegazioni di Anci e Upl: «Grazie a questi dati - ha aggiunto Nava - abbiamo un materiale preciso e dettagliato per poter aprire il confronto con Poste Italiane in maniera concreta e rapida. Concorderemo a brevissimo un incontro in cui presenteremo il nostro documento e chiederemo all’azienda di contribuire con le sue informazioni per avere un quadro dettagliato e concordare le scelte». 

«Il sistema Lombardia - ha aggiunto Nava - si presenta unito di fronte a Poste Italiane. Chiederemo che i tagli previsti dall’azienda a livello nazionale vadano a incidere in alcuni territori, soprattutto nel Sud Italia, che hanno numeri diversi dai nostri e che anche in passato sono stati trattati diversamente da noi. La Lombardia ha una specificità e delle caratteristiche che vanno riconosciute e tutelate. Non si possono fare tagli orizzontali».

«La raccolta dei dati, cui ha contribuito anche Anci, si è basata sui criteri stabiliti nelle precedenti riunioni del Tavolo. Per le chiusure: presenza o assenza di sportelli bancari nello stesso Comune; distanza rispetto a un altro ufficio postale; presenza o assenza e frequenza delle linee di trasporto pubblico locale; Comuni recentemente oggetto di fusione. Per quanto riguarda le razionalizzazioni (ossia le aperture a giorni alterni): elenco dei Comuni turistici; situazioni particolari come giornate di mercato; concomitanza o meno delle chiusure nei Comuni limitrofi». 

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