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Cronaca Dervio / Piazza IV Novembre

«Tronchi e fango: a un mese dall'alluvione, la diga di Pagnona è ancora un pericolo»

Il sindaco di Dervio Stefano Cassinelli denuncia la situazione alla Prefettura. «Le immagini dall'elicottero testimoniano che il rischio c'è: vogliamo evitare nuovi disastri»

La diga di Pagnona continua a preoccupare. Gli eventi climatici estremi dello scorso 12 giugno, che avevano portato a una parziale tracimazione con conseguente evacuazione di parte dell'abitato di Dervio, a valle, hanno lasciato in eredità una situazione critica. 

«In un mese nessuno ha fatto niente», denuncia ora il sindaco di Dervio Stefano Cassinelli, che ha scritto al prefetto di Lecco Michele Formiglio segnalando la criticità (diga satura di legni e fango) e chiedendo interventi per metterla in sicurezza.

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«La situazione della diga al 18 luglio preoccupa fortemente la nostra Amministrazione - spiega Cassinelli - Abbiamo sorvolato la zona con la Protezione civile (vedi foto allegate all'articolo) e abbiamo fatto vedere le immagini a un geologo, che ha espresso preoccupazione: se dovesse verificarsi un'altra bomba d'acqua come quella dello scorso 12 giugno, potremmo ritrovarci nella stessa situazione».

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«Possiamo dire - continua Cassinelli - che la diga non è stata ripulita. Abbiamo il dovere di avvisare i nostri cittadini non dopo che è successo, dobbiamo evitare un'altra emergenza. Se tutti quei tronchi sono ammassati contro la diga e questa non viene ripulita non bisogna essere un geologo per capire che la situazione di pericolo permane. Noi abbiamo bisogno di risposte per non sentirci dire, come il 12 giugno, "evacuate il paese". Dopo un mese non mi è stato fornito alcun atto concreto in cui si sta cercando di mettere in sicurezza la situazione. Le immagini che abbiamo scattato con l'elicottero confermano la forte pericolosità».

Da qui la decisione di rivolgersi alle istituzioni. «Devo tutelare i miei cittadini e andremo alla Procura nel caso di disastro colposo - conclude Cassinelli - però dobbiamo evitare che succeda nuovamente».

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