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"Domus Area", una donna di Missaglia e un uomo di Lomagna tra gli arrestati

Operazione della Guardia di Finanza di Monza per reati tributari ed economici: la brianzola aveva un ruolo fondamentale

 

Due lecchesi tra gli arrestati nell'ambito dell'operazione "Domus Area" della Guardia di Finanza di Monza, di cui vi rendevamo conto questa mattina.

Ulteriori dettagli sono emersi nel corso della conferenza stampa di questa mattina nel capoluogo brianzolo. La vasta operazione ha portato a 30 ordinanze di custodia cautelare, con 21 arresti, per reati economici. 

Bancarotta fraudolenta, riciclaggio: 21 arresti

L'inchiesta è partita nel 2014 in seguito a un esposto presentato da alcuni esponenti di una lista civica di opposizione del comune di Correzzana in Procura a Monza, su un presunto episodio di corruzione riguardante alcuni lavori pubblici nella cittadina brianzola e risalente al maggio 2010. Secondo quanto denunciato, il primo cittadino avrebbe omesso di riscuotere fidejussioni divenute esigibili in seguito alla mancata realizzazione di opere di urbanizzazione da parte dell'imprenditore Giuseppe Malaspina ricevendo tre immobili poi acquistati da due società di Malaspina a un prezzo vantaggioso.

Da qui i Finanzieri monzesi, guidati dal Colonnello Massimo Gallo, sono partiti per ricostruire un articolato sistema corruttivo facente capo all'imprenditore edile di origini calabresi residente in Brianza, Giuseppe Malaspina, contestando a trenta indagati, a vario titolo, i reati di associazione a delinquere finalizzata a reati tributari e fallimentari, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio e corruzione. In riferimento all'episodio di Correzzana sarebbe stato indagato per corruzione, per i suoi rapporti con Malaspina, anche il sindaco Mario Corbetta per cui i pm brianzoli Salvatore Bellomo e Giulia Rizzo avevano chiesto i domiciliari, ma il reato sarebbe già in prescrizione.

Tra le persone arrestate, e ai domiciliari, ci sono anche una donna lecchese, di Missaglia, storica segretaria del Malaspina, e un uomo di Lomagna suo dipendente.

Nel corso delle indagini, i militari del Gruppo di Monza hanno ricostruito, tra l'altro, una serie di operazioni societarie fraudolente di natura distrattiva poste in essere al solo fine di preservare dalle pretese dei creditori il patrimonio di una delle società riconducibili all'imprenditore, costituito da un prestigioso albergo di Venezia, il quale, dopo una serie di passaggi societari, è stato infine trasferito a una nuova società, costituita ad hoc, legalmente rappresentata dalla segretaria e storica collaboratrice dell'arrestato, la donna missagliese.  

La notizia su Monza Today

Per impedire il perfezionamento della distrazione, ad aprile 2017, i Finanzieri hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo d'urgenza emesso dalla Procura della Repubblica di Monza, cautelando le quote della predetta società per un valore stimato di oltre 75 milioni di euro, quale prodotto e/o profitto del delitto di bancarotta fraudolenta, sequestro successivamente convalidato dal Gip e confermato sia dal Tribunale del riesame che, a febbraio scorso, dalla Corte di Cassazione. 

Le risultanze investigative acquisite dalla Guardia di Finanza, coordinate dalla Procura della Repubblica di Monza, hanno portato all'emissione da parte del Gip di misure cautelari personali nei confronti di 30 indagati, dei quali 9 destinatari di custodia cautelare in carcere, 12 degli arresti domiciliari, 1 dell'obbligo di dimora, 5 dell'obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria e 3 del divieto di esercitare attività professionali o imprenditoriali per la durata di 12 mesi. 

In relazione ai reati contestati, il Gip di Monza ha, inoltre, disposto il sequestro preventivo: di 28 unità immobiliari, quote societarie e disponibilità finanziarie, oggetto di distrazione, per un valore complessivo di 9,3 milioni di euro; 
finalizzato alla confisca fino a concorrenza dell'importo di circa 10 milioni di euro, corrispondente all'imposta evasa.

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