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Don Ciotti: "Non serve commuoversi ma muoversi"

Alla serata "Osiamo sperare la legalità e la giustizia" è stato presente, portando la propria testimonianza, anche Don Ciotti

"Non serve commuoversi per quanto accade, ma occorre muoversi. Il più grande nubifragio è il crollo delle coscienze". 

Don Luigi Ciotti fondatore del Gruppo Abele e presidente di Libera è stato accolto da una grande partecipazione dei cittadini presenti al Palladium del quartiere di Castello. La serata"Osiamo sperare la legalità e la giustizia" inserito nel progetto "un ponte sulla città", con il patrocinio del Comune di Lecco, ha avuto come contributo la testimonianza di don Luigi Ciotti in merito al suo impegno contro le mafie e le ingiustizie, portato avanti ormai da molti anni.

La presentazione del progetto è stata aperta da Luigi Adelchi Panzeri, presidente Acli provinciali di Lecco, che ha motivato l'importanza del "ponte" che unisce due rive in un unico percorso di vita comune. "In questi lunghi anni continuo a percorrere la strada incontrando volti e persone e devo dire, con fatica, Se incontrate delle persone che sanno tutto di tutti dovete cambiare strada".

Due i valori che il sacerdote ha voluto condividere con i presenti: democrazia e partecipazione della comunità. Poi, ha ricordato il recente incontro con Papa Francesco:"Nell'incontro con Libera e il santo Padre mi è ancora nel cuore il ricordo della sua mano che mi ha stretto con tanto affetto dimostrando la sua vicinanza e commuovendosi incontrando i famigliari delle vittime di mafia".

Ad ascoltarlo in sala anche Virginio Brivio, il sindaco di Lecco che, però, non è intervenuto nel dibattito a causa del lavoro della magistratura ancora in corso d'opera in merito all'indagine Metastasi. 

Sono intervenuti, invece, Padre Angelo Cupini della Casa Sul Pozzo, amico di Don Ciotti, e Paolo Cereda di Libera Lecco.

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