Donazione organi: la petizione per cambiare l'anonimato raggiunge 40mila firme

Marco Galbiati riceve il video messaggio di Reginald Green, papà del bimbo ucciso nel 1994. «Conoscere chi ha ricevuto gli organi del mio Nicholas è stato gratificante»

 

Un momento emozionante, una testimonianza diretta da chi ha visto sette persone rinascere grazie al dono di suo figlio.

Marco Galbiati, brianzolo impegnato a sensibilizzare sul tema della "conoscenza" tra beneficiari di organi e famiglie dei donatori, ha ricevuto un video da Reginald Green, padre di Nicholas Green, il bambino di sette anni ucciso durante una vacanza in Italia nel 1994 e i cui organi furono donati a sette persone.

«Sono Reg Green, il padre di Nicholas Green - spiega il cittadino americano nel video - I suoi organi furono donati a sette persone. E questo successe prima che la legge del 1999 fosse emanata. Mia moglie e io abbiamo incontrato tutti e sette i riceventi ed è stato uno dei momenti più gratificanti delle nostre vite. Vorrei che tutti potessero vivere lo stesso momento».

Lanciata la petizione su internet

Un messaggio breve, quello tra i due genitori, ma di grande potenza emotiva. «Ringrazio Reginald Green per il suo messaggio di vicinanza - commenta Marco, papà di Riccardo Galbiati scomparso sulle piste da sci - Io stesso ho avuto la fortuna di incontrare Maurizio, uno dei riceventi degli organi del mio Ricky, e continuerò nel mio impegno per cambiare la legge sulla donazione degli organi nella parte relativa all'anonimato, perché a tutti sia concessa la stessa possibilità in Italia».

La petizione lanciata qualche settimana fa da Galbiati ha raggiunto le 40mila firme. È possibile firmarla dal sito internet dell'associazione di Marco e Riccardo Galbiati www.iltuocuorelamiastella.it oppure direttamente qui.

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