Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

Scoperto box della droga in Brianza: sequestrati 450 chili di hashish

L'operazione è stata conclusa a Vimercate: in manette sono finite due persone, entrambe già note alle forze dell'ordine. L'operazione degli agenti della sezione antidroga della Squadra Mobile di Milano

Il carico era di quelli decisamente pesani: quasi mezza tonnellata era lì, ancora impacchettata. Un'altra parte del carico, molto probabilmente dello stesso peso, l'avevano già "lavorata" e fatta sparire. Per un giro di droga, e di affari, che potrebbe sfiorare i sei, sette milioni di euro. Un giro dietro al quale c'erano loro: Vincenzo Mori - 50enne di origini siciliane, con alle spalle precedenti per droga ed estorsione - e Giuliano Cappellano, milanese di Cesano Boscone, 54 anni, e una condanna per omicidio per la morte di due fratelli - nel 1988, proprio nel quartiere - uccisi come vendetta dopo una lite col fratello più piccolo del 54enne. 

VIDEO | Maxi sequestro nel box in Brianza

Il blitz in Brianza

A bloccarli, nel primo pomeriggio di lunedì, ci hanno pensato gli uomini della sezione antidroga della squadra mobile di Milano, guidati da Marco Calì e Domenico Balsamo. Gli investigatori, lavorando sul territorio e ascoltando gli informatori, avevano scoperto che a Vimercate c'era una sorta di base logistica della coppia, un imbosco nel quale erano custoditi chili e chili di droga. Lo riferisce MonzaToday.it.

Verso le 10, gli specialisti della VII sezione si sono così appostati in zona via Montalino e hanno visto arrivare un furgone blu con due persone a bordo, a loro sconosciute. Controllando la targa, è emerso che il mezzo era in leasing e che su quello stesso minivan in passato erano stati già fermati due uomini, entrambi con precedenti per spaccio. Dopo aver atteso circa mezz'ora, i poliziotti hanno visto quello stesso furgone avviarsi verso l'uscita e hanno deciso di bloccarlo. 

Fugge e si barrica in casa di una donna

Alla guida c'era Cappellano, che è rimasto immobile e non ha opposto resistenza. Mori, che era seduto sul sedile passeggero, ha invece tentato la fuga nella rampa dei box e si è intrufolato in casa di una signora che in quel momento stava uscendo dall'appartamento, per poi chiudersi all'interno. Dopo circa mezz'ora di trattativa, quando ha capito di non avere via di scampo, anche lui si è arreso e ha aperto la porta. Proprio all'ingresso dell'abitazione, gli agenti hanno trovato un cellulare e delle chiavi, evidentemente lasciate lì dal 50enne. 

È bastato fare un giro tra i garage - dopo aver sequestrato già 10 chili di "fumo" nel van - per scovare quello giusto. Da uno dei box, preso in affitto da un prestanome, sono saltati fuori 440 chili di hashish suddivisi in pacchi da 30 chili, tutti avvolti nei cartoni e nella juta, un confezionamento tipico dei carichi che arrivano direttamente dal Nordafrica. Su alcuni dei panetti c'erano i loghi di "Vans" e "Nesquik", utilizzati per distinguere le varie partite. Il "fumo", che nei prossimi giorni sarà sottoposto alle analisi del caso, era comunque di ottima qualità e probabilmente aveva livelli di principio attivo molto alti, tanto che un chilo può arrivare a valere sul mercato fino a sei, settemila euro. 

Nello stesso garage sono poi stati scoperti i resti degli imballaggi di altri pacchi, che lasciano ipotizzare che i due nelle ultime settimane possano aver smistato almeno altri 450 chili di droga, se non di più. È verosimile che lunedì, quando sono stati bloccati, fossero andati nel box per prendere 10 chili da consegnare a uno dei loro "clienti". Una consegna che per loro è stata fatale. 

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