Cronaca

È online "Where are u", l'app di Areu che fornisce al 112 anche le coordinate Gps per facilitare l'intervento

Gratuita e disponibile per iOS, Android e Windows phone, l'app invia automaticamente alla centrale del 112 la posizione Gps del chiamante: i soccorsi da oggi saranno più veloci ed efficienti.

Piero Brambilla, direttore del sistema informativo di Areu, alla presentazione dell'app. (foto Turati)

In caso di emergenza, la cosa più importante è il tempo: basta un ritardo dei soccorsi, anche leggero, perché la situazione si trasformi in tragedia. Per questa ragione, Areu, l'Azienda regionale emergenza urgenza, ha presentato ieri, al palazzo della prefettura di Milano, l'app per smartphone "Where are u", che tramite il ricevitore Gps dei cellulari può fornire agli operatori del soccorso l'esatta posizione di chi chiama per ricevere aiuto.


L'app funziona così: dopo averla scaricata sul proprio smartphone (è gratuita e già disponibile su iTunes, Google Play e lo store di Windows Phone), è richiesta la registrazione col proprio nome e numero di cellulare. In questo modo, in caso di emergenza basterà premere il tasto "112" e l'app avvierà una normalissima chiamata telefonica, ma nel frattempo trasmetterà alla centrale il nome del chiamante e il luogo in cui si trova: in questo modo, anche le chiamate "mute" saranno identificate in tempi brevissimi, e le forze di soccorso potranno intervenire al più presto.


Le persone che chiamano i numeri di soccorso,  fin troppo spesso non riescono a spiegare dove si trovano: con l'app "Where are u" non sarà più necessario spiegarlo, perché sarà lei a farlo per noi. E non solo: nel caso in cui si chiamasse da un luogo in cui non è ancora attivo il servizio del numero unico 112, sarà sufficiente dettare all'operatore l'indirizzo oppure le coordinate gps che compaiono sullo schermo del nostro cellulare.


La grande rivoluzione di "Where are u", di fatto, è proprio nel fatto che sfrutta il segnale Gps e A-Gps che gli smartphone utilizzano, perché permette di localizzare con altissima precisione il luogo esatto in cui si trova la persona che ha chiamato: per fare un paragone, le celle telefoniche cui si "aggrappano" i cellulari hanno un margine d'errore che va da qualche centinaio di metri a diversi chilometri. 


L'app è già disponibile per un altissimo numero di cellulari, e la casa sviluppatrice sta tuttora lavorando per renderla compatibile anche coi modelli più vecchi, e inoltre è in grado di funzionare anche senza connessione internet: qualora non dovesse esserci campo a sufficienza, come succede spesso sui monti lecchesi, le coordinate vengono inviate alla centrale tramite sms.


Il progetto, fortemente voluto da Regione Lombardia e dalle prefetture, è già operativo nelle province di Lecco, Monza Brianza, Como, Varese, Milano e Bergamo, e a Sondrio per quanto riguarda il 118. Si punta a raggiungere la copertura dell'intera regione entro tempi brevi, prima di allargare la sperimentazione anche nel resto d'Italia.

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