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Sabato, 22 Giugno 2024
Caso sospetto

L'epatite infantile fa breccia a Lecco? Bambina ricoverata in ospedale

Si tratta di una giovanissima di soli 17 mesi, ricoverata a fine aprile al "Fatebenefratelli" di Erba

Si accendono i fari sull'epatite infantile. Anche in provincia di Lecco. Una bambina di 17 mesi è arrivata al pronto soccorso dell'ospedale Fatebenefratelli di Erba domenica 24 aprile: la giovanissima è stata quindi ricoverata per una sospetta forma della malattia. Fabio Focarile, primario di pediatria non esclude che la piccola rientri nella casistica che sta emergendo in questi giorni in Europa e ora anche in Italia. La piccola è attualmente sotto osservazione ma sarebbe in fase di miglioramento. Solo due giorni fa anche a Milano era stato individuato un sospetto caso di epatite eziologia sconosciuta. Come riportato dai colleghi di MilanoToday, un bimbo di 5 anni era arrivato al San Paolo con valori del fegato molto alterati e ittero. I sintomi sono simili agli altri due bimbi ricoverati a Bergamo nei giorni scorsi di 6 e 11 anni: stanno bene, ma per il più grande è stato reso necessario il trapianto di fegato.

La Regione Lombardia invita i genitori a non allarmarsi. Saranno controllate, però, anche le cartelle cliniche dei mesi passati negli ospedali regionali. Il campanello d'allarme scatta con il colorito giallastro, vomito, diarrea, febbre e test negativi all'epatite A, B, C, D ed E. I casi per ora in Italia sono in linea con le medie degli anni passati. Tutto, sottolinea il ministero della Salute, è iniziato qualche settimana fa nel Regno Unito. La presentazione clinica dei casi identificati risponde ad una grave epatite acuta, con livelli aumentati di enzimi epatici (Ast o Alt maggiori di 500 IU/L) e in molti casi, con ittero. Come sopra accennato, i casi hanno riportato sintomi gastrointestinali, tra cui dolore addominale, diarrea e vomito nelle settimane precedenti. La maggior parte dei pazienti non presentava febbre. Alcuni sono stati ricoverati presso unità di epatologia pediatrica e in alcuni casi è stato necessario procedere ad un trapianto di fegato. Al 21 Aprile 2022 il Regno Unito riferisce 108 casi, di cui 8 sottoposti a trapianto.

Non è stato identificato alcun legame con il vaccino anti-covid e un questionario somministrato ai casi, su alimenti e abitudini personali, non ha identificato alcuna esposizione comune. Sebbene le indagini di laboratorio abbiano escluso in tutti i casi un’eziologia virale di tipo A, B, C, D ed E, le autorità sanitarie del Regno Unito considerano l’ipotesi infettiva la più probabile, dato il quadro epidemiologico e le caratteristiche cliniche dei casi. Tuttavia sono state avviate, e sono tuttora in corso, anche indagini tossicologiche.

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