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Olgiate, premiato il prosciutto della tradizione: sarà in mostra a Expo 2015

La Pertus Prosciutti è tra le aziende alimentari vincitrici del concorso “Nutrire il futuro. Energie dalla tradizione”

Un concorso che premia la capacità e l'eccellenza dell’artigianato italiano nel campo alimentare, e che dà risalto alle aziende in grado di rinnovare le tradizioni, lavorando con tecnologie e materiali innovativi, e offrendo un’alternativa di qualità e di varietà alle proposte standardizzate della grande industria: è questo “Nutrire il futuro. Energie dalla tradizione”, che fra i vincitori ha visto anche la Pertus Prosciutti di Olgiate Molgora.

Il premio, promosso da Confartigianato, è stato ritirato mercoledì 14 ottobre da Marco Lissoni, titolare del prosciuttificio brianzolo insieme al fratello Riccardo e a Valentina Galli, nella cornice dell'Italian Makers Village di Milano. Il premio è stato consegnato dal direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana e dal presidente nazionale di Confartigianato, Giorgio Merletti. Oltre al premio, i prodotti della Pertus saranno anche in mostra in Expo, nello spazio espositivo di Confartigianato situato nel Cardo Nord Ovest di Padiglione Italia.

«La presenza in Expo - spiega il Presidente di Confartigianato Imprese Lecco Daniele Riva - è la seconda fase del Concorso indetto da Confartigianato che, a giugno, aveva portato alla ribalta dell’Esposizione universale i vincitori del settore manifatturiero. Ora è il turno degli operatori del settore alimentare, i cui prodotti sono stati scelti da una giuria di esperti, con particolare attenzione alla qualità, alla tradizione, al confezionamento, alla presentazione, all’etica produttiva, per ribadire il ‘valore artigiano’ nei suoi requisiti di eccellenza, personalizzazione, identità e tracciabilità. Eccellenza intesa come qualità riconosciuta e certificata delle materie prime e delle lavorazioni; personalizzazione come espressione dello stile unico dell’artigiano; identità quale insieme delle caratteristiche che rendono il prodotto riconoscibile; tracciabilità intesa come possibilità di riconoscere la filiera produttiva, fondamentale indicatore di sostenibilità ambientale e di eco-compatibilità».

«L’Italia del buon cibo - sottolinea il Presidente nazionale di Confartigianato Giorgio Merletti - è tutta in questi prodotti artigiani che sono un piacere per il palato ed una gioia per la vista. E generano occupazione, reddito e ricchezza per il nostro Paese».

Secondo i dati dell’Ufficio studi di Confartigianato le imprese artigiane del settore alimentare sono 90.788 (pari al 61,4% del totale delle imprese italiane del settore) e danno lavoro a 158.368 addetti (pari al 36,9% del totale degli addetti del settore). Nell’ultimo anno l’export dei prodotti alimentari italiani si è attestato a 28,4 miliardi, con una crescita del 3,2% rispetto all’anno precedente.

A certificare l’alta qualità del cibo made in Italy è anche il numero di specialità alimentari italiane riconosciute e tutelate dall’Unione Europea con i marchi Dop (Denominazione di origine protetta), Igp (Indicazione geografica protetta) e Stg (Specialità tradizionale garantita). L’Italia è leader nell’Ue per quantità di prodotti difesi da questi marchi di qualità: ben 261 (pari ad un quinto del totale dei prodotti di qualità europei censiti) realizzati da 7.090 imprese di trasformazione. Ci seguono in classifica la Francia (208), la Spagna (173), il Portogallo (123).

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