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Il monte San Martino oggi: l'area da cui si staccò la frana è ben visibile anche dopo quasi mezzo secolo

Il monte San Martino oggi: l'area da cui si staccò la frana è ben visibile anche dopo quasi mezzo secolo

Lecco, quarantasei anni fa la frana del San Martino che provocò sette morti

La frana si staccò dalla montagna, precipitando su una palazzina di via Stelvio

I lecchesi lo chiamano anche "monte marcio", per via dei numerosi crolli che negli anni hanno eletto il San Martino come uno dei più pericolosi, per quanto più suggestivi, fra i monti che sorgono sul territorio.

E una delle frane più ricordate, di certo quella che è rimasta più impressa nella memoria dei lecchesi nell'ultimo secolo, è quella avvenuta esattamente 46 anni fa, il 23 febbraio del 1969: un fronte franoso si stacca dalla parete che si erge a precipizio sul rione di Santo Stefano e crolla su una palazzina di tre piani in via Stelvio, causando 7 vittime, fra cui una bambina di 3 anni.

La tragedia, seppur imprevedibile, era già stata anticipata tre mesi prima, nel novembre 1968, quando alcuni massi erano precipitati dalla montagna sul tratto di strada che congiungeva via Stelvio con la vecchia Statale 36. Quel giorno, fortunatamente, non si erano verificati danni né a cose, né a persone.

A quarantasei anni di distanza, sul versante della montagna è ancora visibile l'area da cui i massi si staccarono. A seguito della frana sono stati messi in atto diversi interventi per garantire la sicurezza dei residenti, dalle barriere e le reti paramassi al vallo che protegge gli abitanti di Rancio, Malavedo, Laorca da possibili crolli. Il geologo Egidio De Maron, estensore, su incarico dell’amministrazione comunale, del piano di sicurezza per eventi calamitosi, in uno degli incontri con i residenti aveva spiegato: «Dove, come e quando i massi possano cadere dal monte nessuno lo sa. Importante è la prevenzione e la messa in sicurezza perché il rischio non si può cancellare, visto che l’intera zona, che va da Pradello sino a Laorca, è di dissesto geologico. Di rilevanza fondamentale è che la popolazione sottostante, quando nota qualcosa di non regolare, informi  i tecnici».

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