Cronaca

Vittima di frase volgare e sessista nella chat durante il Consiglio. «Ferita come donna»

La denuncia della giornalista del lago Barbara Pirovano, oggetto di gravi "considerazioni" di un consigliere a Lambrugo. «Travalicati gli screzi politici, andrò fino in fondo nella vicenda. E fa male anche sentire qualcuno sminuire l'accaduto»

«Voglio andare fino in fondo in questa triste vicenda, che mi ha ferito doppiamente». Barbara Pirovano, collega giornalista de Il Giornale di Lecco, corrispondente nella zona lago del Lecchese, sabato scorso è stata vittima di un episodio grave e imbarazzante: una fase volgare e sessista scritta non in una chat privata, ma durante una riunione del Consiglio comunale.

Protagonista in negativo l'ex sindaco del Comune di Lambrugo (Como) Giuseppe Costanzo, un tempo compagno di gruppo della Pirovano e dell'attuale vicesindaco Elisa Marini, a sua volta finita nel mirino. I fatti si sono svolti durante la seduta in streaming dell'Assise su una piattaforma web (registrata e poi trasmessa su Facebook), dopo circa mezzora dall'avvio dei lavori, mentre la vicesindaco esponeva il proprio intervento su tematiche relative a servizi sociali. Sulla chat di gruppo visibile a tutti sono comparsi alcuni messaggi del consigliere Costanzo che subito hanno attirato l'attenzione di tutti: in uno l'offesa a Elisa Marini, definita «una piccola persona», nell'altro una frase scioccante nei confronti della Pirovano: «Stanotte la Barbara ha preso troppo c...».

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La collega giornalista Barbara Pirovano

«Il Consiglio è un momento importante»

«Quando sono comparsi i primi messaggi - spiega la collega, che per lavoro si occupa della cronaca dei comuni rivieraschi da Abbadia a Dervio - il consigliere Costanzo è stato subito ripreso, abbiamo lasciato correre ma poi siamo stati costretti a fermarci vista la gravità dei contenuti. Lui non ha proferito alcuna giustificazione. Mi sono sentita ferita, come donna e come consigliere. Questa volta si è usciti dai confini della politica, quella riferita a me è una frase pesantissima per la quale io e Marini ci siamo già rivolte ai nostri avvocati. Siamo intenzionate anche a informare il Prefetto vista la volgarità dell'accaduto durante un Consiglio comunale, il momento più importante della vita amministrativa di un paese».

Le acredini del passato e le schermaglie politiche non possono bastare a spiegare una simile caduta di stile. Per Barbara, l'onta da affrontare è doppia: non solo l'insulto volgare e sessista, per cui «ho ricevuto moltissimi attestati di stima e solidarietà», ma anche i dubbi di alcuni "scettici", per fortuna pochi, in paese: «Non può in alcun modo passare il messaggio che sia io a essere ipersensibile. Al di là della frase in sé, al giorno d’oggi, dovrebbe bastare alle persone sapere che sono state usate parole volgari contro una donna per rimanerne indignati a prescindere».

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