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L'ultimo saluto al comandante Doriano Furceri: presenti mille persone

Asso ha salutato per l'ultima volta il carabinieri, ucciso dal brigadiere Antonio Milia con vari colpi di pistola esplosi all'interno della caserma. Presente Antonio Rusconi, sindaco di Bellano

Asso ha salutato il comandante Doriano Furceri. Nel pomeriggio di giovedì 2 novembre circa mille persone, tra cui vari esponenti delle istituzioni, hanno salutato la salma del luogotenente, ucciso dal brigadiere Antonio Milia con vari colpi di pistola esplosi all'interno della caserma comasca lo scorso 27 ottobre. La chiesa del paese incastonato nel Triangolo Lariano ha visto l'ingresso di alte cariche dell'Arma, rappresentanti di altre forze dell'ordine ma anche di istituzioni civili. Tra i vari sindaci del territorio c'era anche Antonio Rusconi, sindaco di Bellano, il Comune nel quale per 17 anni Furceri aveva ricoperto il medesimo incarico di comandante di stazione. Presenti anche i rappresentanti di Regione Lombardia, ovvero il presidente del consiglio regionale Alessandro Fermi, il sottosegretario Fabrizio Turba e i consiglieri regionali Angelo Orsenigo e Raffaele Erba. E, ancora, parlamentari come Eugenio Zoffili e Nicola Molteni, sottosegretario agli Interni.

La funzione è stata celebrata da monsignor Maurizio Rolla. Don Giuseppe Morstabilini ha però pronunciato l'omelia con la quale ha espresso cordoglio e manifestato vicinanza a due famiglie, quella di Furceri e quella del brigadiere Antonio Milia. “Tutti sbagliano - ha detto don Morstabilini - anche il Papa, anche i carabinieri, anche la mamma e il papà, ma non è l'errore che dobbiamo considerare, bensì l'amore. È un'esperienza tragica che purtroppo accomuna due famiglie e io prego che Dio vi accompagni nella strada in possa essere trovato qualcosa di buono”.

Al termine della messa è stato poi letto il messaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “In questa triste circostanza, nell’esprimere la mia vicinanza all’Arma dei Carabinieri, giungano i miei sentimenti di partecipe solidale cordoglio ai familiari di Doriano Furceri”. Il feretro è stato quindi accompagnato fuori, avvolto dal tricolore, simbolo di un Paese per il quale Furceri ha servito per una vita.

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