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Deruba e minaccia un compagno di classe, poi tenta la fuga all'estero: fermato dalla Polfer con due complici

Un giovane di 19 anni, italiano di origini africane, è stato arrestato dagli agenti della Polizia Ferroviaria mentre tentava di raggiungere Milano e, da qui, uscire dal confine italiano

Lo scorso venerdì 16 novembre, durante gli ordinari controlli effettuati in stazione a Lecco da parte della locale squadra della Polizia ferroviaria, gli agenti hanno riconosciuto, nei pressi della banchina del binario 3, un giovane ragazzo del quale era stata denunciata la scomparsa pochi giorni prima. Gli operatori si sono avvicinati per idenfiticarlo e capire se fosse veramente lui il giovane ritratto nella foto allegata alla denuncia; dalla carta anagrafica, è risultato che i dati anagrafici erano effettivamente gli stessi.

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Il progetto di fuga ed espatrio

Il giovane, interpellato, ha spiegato agli agenti che era scappato di casa perchè trovato in possesso di sostanza stupefacente dal padre e che questi, conseguentemente, l'aveva accompagnato dai carabinieri per denunciare il fatto. Rientrati entrambi a casa, il giovane aveva così deciso di andarsene dall'abitazione paterna, rubando al padre la sua pistola soft air. Il ragazzo ha sin da subito dichiarato la volontà di andar via da lì per proseguire il suo viaggio, che l'avvrebbe condotto da un amico a Milano, insieme al quale la sera stessa sarebbero espatriati.

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All'atto di aprire il protafoglio per consegnare la carta d'identità, un poliziotto ha notato che, oltre al suo documento, vi era anche quello di un altro soggetto. Alla richiesta di spiegazioni sulla disponibilità di detto documento, ha solo dichiarato essere un di un suo compagno di classe, senza null'altro aggiungere sui motivi di tale possesso. Dal controllo in banca dati, gli operatori hanno letto che il titolare di quest'ultimo documento, il giorno precedente, aveva denunciato una patita rapina da parte di due ragazzi a lui noti e uno sconosciuto. Dei noti, uno s'identificava proprio per il ragazzo rintracciato dalla Polfer.

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Oltre la semplice scomparsa: la rapina al compagno

Gli agenti hanno capito che la storia andava oltre una semplice scomparsa. Convocata la giovane vittima, questa ha dichiarato che il giorno precedente, seduto di prima mattina sul treno che lo avrebbe portato a Lecco dal suo paese in provincia per andare a scuola, aveva incontrato questi tre giovani che, con fare minaccioso e parole pesanti, lo avevano obbligato a consegnare cellulare e documenti oltre alla somma di centoventi euro in contanti. Il giovane, spaventato dalla situazione e minacciato ("se non obbedisci, faremo dell'altro"), aveva consegnato tutto, anche perchè aveva avuto, a suo dire, modo di notare che l'individuo sconosciuto aveva un tirapugni.

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Il derubato ha dato una descrizione dettagliata di quest'ultimo soggetto, precisando anche la fermata in cui era salito a bordo del treno unitamente agli altri due. Immediatamente è stato disposto il fermo di polizia giudiziaria a carico del giovane fermato, vista anche l'intenzione di espatriare da lui stesso dichiarata in precedenza. Gli agenti della Polfer di Lecco hanno visionato le immagini nelle stazioni interessate e hanno individuato il gruppo di tre ragazzi. Convocato, il secondo di questi, noto alla vittima, ha confermato l'accaduto, ritenendosi però estraneo all'azione minatoria, così come anche il giovane rapinato aveva affermato. Per tale motivo è stato denunciato in stato di libertà per rapina.

Pozione diversa è stata quella del terzo ragazzo, inizialmente sonosciuto. Gli operatori hanno esaminato molto attentamente i filmati che ritraevano il gruppo e, pattugliando attentamente la stazione, in data sabato 17 novembre lo hanno individuato nel piazzante antistante a questa, in attesa di un bus.

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Affidato a una comunità

Portato immediatamente presso gli uffici, gli agenti hanno chiesto alla giovane vittima di guardare un fascicolo con alcune foto e vedere se fosse risucito a riconoscere tra questi il soggetto aggressore. Il ragazzo non ha avuto alcun dubbio: il quasi 19enne, cittadino italiano ma di origini africane, in possesso di regolare passaporto italiano, è stato quindi idenfiticato e fermato. Dalla perquisizione a suo carico la posizione si è ulteriormente aggravata, in quanto è stato trovato in possesso di una pistola soft air senza tappo rosso, uguale a quella di cui il padre del primo responsabile aveva denunciato il furto.

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Pertanto, quest'ultimo soggetto e il primo minore aggressore, compagno di scuola della vittima, sono stati sottoposti al fermo di polizia giudiziaria. Dopo la convalida del fermo da parte dell'Autorità Giudiziaria competente, il minore è stato affidato a una comunità in provincia di Pavia e il maggiorenne con obbligo di dimora è ritornato presso l'abitazione del padre.

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