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Rubano ortofrutta e birre, smascherati grazie alle foto dell'antifurto

Due furti messi a segno al ristorante "500" e su un camion di ortofrutta, i tre sono stati arrestati

Ladri al ristorante "500" di Pescarenico nella notte fra ieri 1 e oggi 2 febbraio. Erano quasi le 2 quando al 112 è arrivata una chiamata d'allarme dal titolare del locale, e una volante della polizia è accorsa sul posto.

Una volta giunti al ristorante, gli agenti hanno trovato lì anche il proprietario, che ha mostrato loro la segnalazione, ricevuta sullo smartphone dal sistema di allarme, di un'intrusione nell'esercizio, con anche alcune immagini del malvivente.

I poliziotti si sono quindi accorti che la botola davanti alla porta d'ingresso del locale, dalla quale si accede al magazzino sotterraneo, risultava sollevata: entrati nel ristorante, hanno trovato i segni del furto, ma il delinquente si era già dato alla fuga, messo in allarme dal suono dell'antifurto.

A quel punto le immagini sullo smartphone sono diventate l'elemento cruciale per catturare il malvivente: il titolare ha infatti riferito che, la sera precedente, si era verificato un tentativo analogo di intrusione, e l'uomo fotografato dall'antifurto indossava gli stessi abiti in entrambe le occasioni. Nel frattempo, da via Marconi, nei pressi dell'istituto Parini, arrivava la segnalazione di tre uomini sospetti intenti a scaricare cassette di frutta da un autocarro.

Gli agenti a quel punto hanno effettuato un controllo sui tre, e hanno notato che uno degli uomini indossava gli stessi abiti del ladro fotografato dall'antifurto del "500". Nella loro auto è stato trovato anche un cacciavite danneggiato, con ogni probabilità usato per forzare la botola del ristorante, le 10 cassette di frutta rubate dall'autocarro e alcune bottiglie di birra di marca cinese. Non solo: i tre, nel rubare i prodotti ortofrutticoli, hanno danneggiato la copertura del camion.

Una volta accertata la dinamica dei fatti, per Radu Bolea, 24 anni, Andrei Paraschivo, 34 anni e Nicolae Iachimovschi, anche lui 24enne, tutti operai di origine moldava, è scattata la denuncia per concorso in furto aggravato. Oggi sono stati processati con rito direttissimo, e Bolea è stato condannato agli arresti domiciliari, mentre gli altri due avranno obbligo di firma. Il processo è stato aggiornato al 20 febbraio.

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