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Galbiate, Adriano Celentano chiede la grazia per Fabrizio Corona

In una lunga lettera pubblicata sul suo blog, il "molleggiato" ha chiesto al Presidente Napolitano la grazia per l'ex re dei paparazzi.

«Caro Presidente Napolitano, mi scusi, se con tutti i grattacapi che immagino lei abbia, anch’io mi accodo con una richiesta di grazia per Fabrizio Corona».


Inizia così la lettera di Adriano Celentano al Presidente della Repubblica, con cui il galbiatese chiede la grazia per l'ex paparazzo condannato a 9 anni di carcere.


La ragione della richiesta, che arriva dal "molleggiato" e da molti altri personaggi, pubblici e non, risiederebbe nelle condizioni di salute di Corona, denunciate dall'associazione Sos Italia Libera: il fotografo sarebbe, infatti, depresso e dimagrito di oltre 10 chili.


«Pensi che io non l’ho mai conosciuto - scrive Celentano, in una lunga lettera sul suo blog - ma ho seguito le sue vicissitudini attraverso i giornali e la televisione. E ogni volta, quando lo vedevo e lo sentivo parlare, avvertivo come un qualcosa che spaccava in parti uguali due sentimenti fra di loro contrastanti: da un lato mi irritava la sua spavalderia nell’ostentare tanta sicurezza, dall’altro avvertivo un senso di profonda tenerezza come chi, bisognoso di affetto, improvvisamente si rendesse conto di quanto grande fosse il sacrificio che lo attendeva per aver rincorso una ribalta attraverso il gioco di una carta sbagliata». E aggiunge: «Capisco che il giudice applichi la legge ma ciò che non capisco è perché la applica quando vuole lui. Lei, signor Presidente, lo sa meglio di me: i criminali veri sono tanti, e non si contano quelli che in galera passano molti meno giorni di quanti ne ha già passati l’esuberante fotografo. Certo, lui ha sbagliato come ognuno di noi, chi più e chi meno sbaglia, probabilmente anche a Lei sarà capitato».


Secondo il punto di vista del cantante di Galbiate, le colpe di Fabrizio Corona sarebbero, di fatto, colpe minori. E anzi, il fatto che, una volta in possesso di fotografie compromettenti, provasse a venderle ai diretti interessati invece che ai giornali, stando a Celentano dimostrerebbe che Corona è un "paparazzo onesto".


Per queste ragioni, la grazia nei confronti del fotografo sarebbe un atto di carità cristiana: «Signor Presidente a Lei che è nella condizione di aggiustare i passi di coloro che sbagliano - conclude Celentano - chiedo solo un po’ di pietà e di concedere la grazia a quel ragazzo che ‘nel male ha agito bene’, come disse Gesù. Infierire significherebbe assistere alla stupida amputazione di un’anima che sta per RISORGERE. Caro Presidente la ringrazio».

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