Galbiate, la biblioteca organizza una visita all'acquario: la protesta degli animalisti

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Ho appreso dalla locandina allegata che la Biblioteca Civica “Giuseppe Panzeri” del Comune di Galbiate in collaborazione con l’associazione culturale “L’Officina delle idee” organizzano per Domenica 15 Novembre una visita all’Acquario di Genova.

Ho visto sul sito web del Comune di Galbiate le iniziative promosse dalla biblioteca nel 2015 e ne ho trovate di interessanti, rappresentative di ciò che è cultura e che una biblioteca dovrebbe promuovere. Questa visita all’acquario mi ha lasciata stupita perché è un segnale di quanto la biblioteca sia disinformata sull’argomento acquario. In ogni parte del mondo si fanno sentire le proteste per acquari e delfinari, autentiche scatole d’acqua, prigioni per alcune disgraziate specie marine ma spacciate per miracolosi santuari protezionistici, addirittura con uno scopo didattico.

All’acquario si vedono animali ingabbiati, inscatolati e prigionieri come  fossero oggetti. Una specie animale deve essere protetta nel suo habitat: ridurla in schiavitù considerando questo il solo modo per proteggerla è frutto di un pensiero antropocentrico. Riguardo la didattica, come si può pretendere di mostrare le peculiarità di una specie animale se la si esamina prigioniera? Un animale acquatico, libero di muoversi a piacimento, ha comportamenti diversi se lo si tiene racchiuso in spazi angusti e facendo così, non lo si conoscerà mai davvero a fondo. Anche per gli esseri umani accade ciò: se fossero rinchiusi in un carcere, per quanto fossero ben nutriti e ben curati, sarebbero comunque infelici.

Gli acquari sono una grande speculazione sulla pelle degli animali e sarebbe bene che ci si adoperasse per una maggiore cura dei mari, del loro inquinamento, della loro pesca crudele e scriteriata: una vera guerra quotidiana e un insulto all’ecologia del pianeta.

Non ho mai compreso che cosa spinga gli esseri umani a imprigionare gli esseri non umani: bisognerebbe che noi esseri umani provassimo a guardare il mondo da dentro un acquario, contando i centimetri cubici a disposizione per muoverci. Credo che ci passerebbe quella smania compulsiva di prigionia che manifestiamo sistematicamente nei confronti degli animali.

L’acquario di Genova è indubbiamente un posto molto visitato che esercita grande fascino su bambini e bambine ma non insegna loro a rispettare gli animali vedendoli privati della loro libertà.

Annamaria Manzoni è psicologa e psicoterapeuta, ipnositerapista e grafo analista; iscritta all’Ordine degli Psicologi della Lombardia, collabora con il Tribunale dei Minori di Milano e con il Tribunale di Monza; autrice di libri e di articoli su riviste di psicologia si è espressa anche a proposito dell’acquario. L’articolo è esaustivo al punto da non dovere aggiungere altro se non la volontà di leggere e riflettere.

"Chiunque abbia l’indecenza di tenere anche un solo animale in gabbia, o non provi sdegno alla vista di un animale recluso, evidentemente non ha ancora liberato se stesso – e chissà mai se ci riuscirà – dall’ottusa convinzione secondo la quale gli animali, in quanto esseri “inferiori”, avrebbero bisogni assai limitati che andrebbero poco oltre il mangiare e il bere." (Giovanni Soriano, “Malomondo”, 2013)

Paola Re - Responsabile petizioni Freccia45, Associazione per la protezione e difesa animale

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