Cronaca

Gilardoni Raggi X, chiuse le indagini: «tatto e sinergia, per dare continuità»

Gli indagati, con posizioni differenti, sono: Maria Cristina Gilardoni, Roberto Redaelli, Stefano Marton, Maria Papagianni, Alberto Comi ed Andrea Ascani Orsini

«Un'indagine delicata, che ha richiesto tatto e sensibilità». Il Procuratore Capo, dott. Antonio Chiappani, descrive - così - i retroscena investigativi del "Caso Gilardoni Raggi X", coordinati dalla Polizia di Stato, in collaborazione con ATS Brianza (dipartimento igiene e prevenzione) e ispettorato del lavoro. «Un gruppo di intervento che ha lavorato in sinergia, volendo perseguire i reati, ma garantendo - al contempo - la continuità aziendale e reputazionale, per mantenere l'occupazione e ristabilire il prestigio di una delle industrie più importanti del Lecchese».

Le indagini sono iniziate a febbraio 2016. «Sul campo - spiega Chiappani - diversi problemi». Il più urgente, umanamente, la tutela psico-fisica dei lavoratori, maltrattati. «Persone provate, alcune devastate, dalla vita stravolta, senza più percezione di sè», racconta Marco Cadeddu, Capo della Squadra Mobile. In atto, quindi, «un costante monitoraggio, calibrando gli interventi in modo da attutire gli attriti».

Si è scelto, poi, nonostante i 22 casi accertati di lesioni, di non ricorrere alla custodia cautelare degli indagati. In gioco - infatti - c'erano altri interessi. «La Gilardoni è un'azienda strategica - spiega Chiappani - un intervento traumatico sulla direzione avrebbe condotto al collasso della situazione, ad un black out bancario. Era necessario dare continuità reputazionale e aziendale, garantire i posti di lavoro».

La perfetta sinergia degli organismi, tra cui - anche il Tribunale delle Imprese di Milano, unico in potere di commissariare la ditta, e il Prefetto di Lecco, ha permesso di «far cessare la situazione di illegalità diffusa che si era creata».

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Ora, ad indagini preliminari concluse, mentre si "ricostruisce" la dirigenza aziendale, c'è chi - in sede penale - dovrà rispondere delle proprie azioni. Gli indagati sono Maria Cristina Gilardoni, ex manager-padrona, e Roberto Redaelli, ex capo del personale, accusati di maltrattamento (con lesioni in 22 casi, ndr); i medici del lavoro Stefano Marton e Maria Papagianni; Alberto Comi, consulente del lavoro esterno, ed Andrea Ascani Orsini, nipote della Gilardoni.

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