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Depressione post-partum, negli ospedali lecchesi aiuto alle neomamme

La forma depressiva colpisce il 10% delle donne dopo il parto, e può avere effetti anche gravi sulla vita della mamma e sullo sviluppo emotivo del bambino.

Il 10 ottobre sarà la Giornata mondiale della salute mentale e l'Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna, promuove iniziative di sensibilizzazione e di prevenzione sui disturbi psichici, neurologici e del comportamento che colpiscono, in particolare, la popolazione femminile. 


Su questo versante, presso gli ospedali di Lecco e Merate, sono impegnati sia gli operatori e gli specialisti del Dipartimento Materno Infantile che quelli del Dipartimento di Salute Mentale, soprattutto per quanto riguarda i disturbi che precedono e seguono il parto.


I due più conosciuti, per i quali ci si può rivolgere agli specialisti degli ospedali del territorio, sono il "baby blues" e la depressione post-partum.


Di "baby blues" tende a soffrire oltre il 70% delle neomamme: si tratta di una condizione di depressione molto leggera, che tende a scomparire nell'arco di due o tre settimane: «Le madri – spiega Rinaldo Zanini, direttore del Dipartimento materno infantile dell’Azienda ospedaliera della provincia di Lecco – non necessitano dell’ausilio di particolari cure che non siano affidate al buon senso, alla pazienza e all’assistenza di coloro che circondano le donne che ne sono colpite». 


Nel caso della depressione post-partum, che colpisce il 10% delle donne che partoriscono, i sintomi e le conseguenze possono essere più gravi per la madre, che incontra molte più difficoltà ad occuparsi del neonato e del resto delle sue attività, in casa e sul lavoro. Se, anche in questo caso, una buona parte delle mamme ne esce senza supporto medico, ci sono situazioni in cui il rischio è  che il figlio sviluppi problemi emotivi, anche  significativi.


«Esistono interventi efficaci – spiega  Antonio Lora, direttore del Dipartimento di salute mentale – nel prevenire gli episodi depressivi delle mamme. Uno screening effettuato precocemente in più riprese nella gravidanza e nel puerperio riesce ad individuare le madri a rischio di depressione. A queste donne vengono destinati tempestivamente interventi psicologici sia individuali che di gruppo, in grado di favorire il processo di guarigione; nei casi di maggiore gravità è anche possibile affiancare un intervento farmacologico con farmaci antidepressivi. È molto importante che questo intervento preventivo venga erogato seguendo le tappe della gravidanza e del puerperio, prima nei gruppi di preparazione al parto e poi, nei giorni successivi alla nascita del bambino, all'interno dei reparti di ostetricia e neonatologia».

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