Cronaca

Giorno della Memoria a Lecco: medaglie d'onore agli ex deportati

Il prefetto Baccari: «eleviamo la soglia di attenzione delle nostre coscienze perché tutto ciò non accada mai più»

I parenti che hanno ritirato le medaglie: Maria Piera Agostoni, Gino Canali, Graziella Bonfanti e Luigi Colombo

Giulio Francesco Agostoni (1910, Civate), Gino Canali (1922, Civate), Luigi Bonfanti (1921, Colle Brianza) e Francesco Colombo (1918, Colle Brianza). I nomi - questi - dei cittadini deportati o internati nei lager nazisti e insigniti, nel Giorno della Memoria, della medaglia d'onore alla memoria.

«Una cerimonia significativa e coinvolgente sia per l'intensità delle riflessioni che essa, anche nel nostro intimo, ci impone, sia per la serie di interrogativi a cui è impossibile dare risposte sensate e convincenti, perché, come è a tutti noi tristemente noto, la Shoah ha rappresentato, nella storia del Novecento, e quindi in una storia recente, e questo rende il tutto ancora più assurdo, il buco nero in cui sono precipitati, in una generalizzata e inspiegabile indifferenza, tutti i valori fondamentali, l'A.B.C. dei valori su cui poggia la nostra civiltà: la dignità, l'eguaglianza, la solidarietà e la libertà degli esseri umani», ha detto il prefetto di Lecco, Liliana Baccari, che ha consegnato - ai parenti - le medaglie, concesse dal Presidente della Repubblica, su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

«Tanti decenni ci separano, ormai, da quella stagione di orrori senza precedenti; e il numero dei sopravvissuti, testimoni diretti di quella tragedia diminuisce sempre più. Ma nonostante ciò, nonostante il tempo trascorso, l'immagine di Auschwitz, e di tutti gli altri campi di concentramento, i lager progettati dalla follia nazista con i loro reticolati elettrificati, le camere a gas, i forni crematori non ci abbandona, anzi ci scuote, e continua a scuotere le nostre coscienze costringendoci, ogni volta, come ha detto il nostro Presidente, a tornare sul ciglio dell'abisso e a guardarvi dentro, con gli occhi e la mente pieni di dolore e di rivolta morale. Fermiamoci allora sul ciglio di quell'abisso, traiamo insegnamenti, facendone tesoro, dagli orrori del passato, eleviamo la soglia di attenzione delle nostre coscienze perché tutto ciò non accada mai più. Non si ripeta mai più».

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