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"Posti di blocco in tempo reale a Lecco", aperta un'indagine

Il reato è di turbativa di pubblico servizio e diffamazione aggravata a mezzo stampa

La Polizia non solo ha fatto chiudere il gruppo Facebook "Posti di blocco in tempo reale a Lecco", ma ha - anche - aperto un'indagine in quanto, il "contenuto" del gruppo, ha turbato la quotidiana attività di prevenzione che le forze dell'ordine svolgono sulle strade lecchesi.

L'obiettivo - ha spiegato Mauro Livolsi, comandante della Polizia Stradale - «è quello di scoraggiare la partecipazione attiva e la creazione di gruppi di condivisione di informazioni sui posti di blocco/controllo, volendo in questa sede evidenziare la differenza tra questi e l'attività di rilevazione delle infrazioni concernenti la velocità, a mezzo di apparecchiatura autovelox, necessariamente ed opportunatamente pubblicizzate; mentre il posto di controllo o di blocco per propria natura e per la stessa piena efficacia, invece, deve essere compiuto a "sorpresa", al fine di poter garantire una prevenzione reale».

L'indagine circa le responsabilità di coloro che, nei mesi, hanno postato i messaggi sul gruppo, per il reato di interruzione (o turbativa) di pubblico servizio e diffamazione aggravata dall'utilizzo del mezzo stampa, hanno permesso di individuare alcuni partecipanti attivi del gruppo.

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