«Il Nameless è un grande impegno: 30 ragazzi soccorsi al giorno, 5 trasportati in ospedale»

Il Soccorso Bellanese, responsabile del primo aiuto con 60 volontari e quattro ambulanze, ci porta dentro il festival: «Grande organizzazione, ma dobbiamo operare in mezzo al caos e a qualche eccesso»

I volontari del Soccorso Bellanese al "Nameless"

«È una bellissima festa, organizzata alla perfezione, e un evento prezioso per il territorio e i suoi giovani. Ma è allo stesso tempo estremamente impegnativo».

Così Paolo Rusconi, presidente del Soccorso Bellanese, racconta il "Nameless", fastoso e riuscito festival musicale in svolgimento a Barzio. L'associazione altolariana, per il terzo anno consecutivo, ha allestito un presidio fisso nell'area del megaevento e si occupa del primo soccorso, in stretta collaborazione con la sede operativa di Areu. Uno sforzo decisamente fuori dall'ordinario che Lecco Today ha voluto approfondire e raccontare ai suoi lettori. 

Il Soccorso Bellanese, nei tre giorni di "Nameless", ha impiegato - e impiegherà sino a domenica sera - 60 fra uomini e donne, esattamente 20 al giorno. Le ambulanze sul posto sono quattro, alle quali si aggiungono due squadre a piedi dotate di defibrillatori e strumenti per la rilevazione di segni vitali e sintomi.

Venerdì sera con eccesso d'alcol e rissa

«È difficile capire quanto sia impegnativo, da fuori - spiega Rusconi - Non c'è un minuto in cui siamo fermi, soprattutto dalle 18 in avanti. Si stima che sabato ci fossero quindicimila persone, è un impegno che prosciuga ogni energia. Quest'anno, con i nuovi parametri imposti da Areu, è cambiata la composizione delle forze da schierare e abbiamo incrementato uomini e mezzi in campo. C'è anche una coordinatrice, sempre del Soccorso Bellanese, in stretto contatto con la centrale operativa per valutare attribuzione di codice e ospedale in cui indirizzare il paziente».

Le richieste di soccorso, durante un evento grande come il "Nameless", sono continue. Il pubblico giovanissimo e la voglia di divertirsi portano a numerosi eccessi, primo fra tutti l'alcol, con ciò che ne può conseguire. «I giovani di oggi amano divertirsi e purtroppo tendono a esagerare - spiega Rusconi - Soltanto sabato abbiamo ricevuto alla nostra tensostruttura 30 ragazzi, quasi tutti per l'elevato tasso alcolico ingerito. Ne abbiamo trasportati cinque in ospedale per abusi, traumi, malori o attacchi di panico».

Durante la festa si assiste a episodi di vario genere. «Il problema è che molti entrano già "pieni" di alcol, perché dentro non gira vetro ed è tutto molto curato, l'organizzazione è ottima con il personale interno che controlla e comunica fra sé in tempo reale. Ci sono inoltre le forze dell'ordine con Carabinieri e agenti della Questura, fondamentali per aiutarci a identificare i minorenni e a contattare i genitori. Ma fra quindicimila persone c'è sempre chi perde la testa. Sabato un tavolino è stato lanciato in mezzo alla sala e ha ferito un paio di ragazzi».

Sabato notte: cinque corse al Ps

Qual è la cosa più impegnativa in assoluto? «Senza dubbio raggiungere le persone che hanno bisogno di assistenza. Con il caos che ci circonda, le persone e la musica, facciamo fatica e sentirci e a muoverci - prosegue Rusconi - Anche perché è gente che si sta divertendo e ha tutt'altro in testa. A volte è difficile far capire cosa sta succedendo agli altri, agli amici, ai parenti dei ragazzi, perché alterati dall'alcol. Ci tocca prenderci anche qualche insulto».

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Concludiamo l'intervista alle ore 18. La domenica sta entrando nel vivo, dopo un pomeriggio piuttosto "sobrio". Poco dopo, alle 19, ci sarà il primo trasporto di serata in ospedale a causa dell'alcol, vittima un 16enne. «Il Nameless rimane un'occasione per i giovani di divertirsi - chiosa Rusconi - Per chi è più curioso l’invito è quello di avvicinarsi al Soccorso Bellanese per viverlo da un'altra prospettiva».

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