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Due esemplari di levriero

Due esemplari di levriero

«A Brivio nessun boccone avvelenato per i cani»

Il sindaco Federico Airoldi torna sul caso del levriero morto a maggio: «Letti falsità, insulti e minacce: tuteleremo l'immagine del Comune»

«Brivio non è un sito avvelenato». A dirlo, con forza, è il primo cittadino del comune sull'Adda, Federico Airoldi, intenzionato a tranquillizzare la popolazione in merito alla vicenda dei presunti bocconi che, ai primi di maggio, avrebbero ucciso un levriero sulla spiaggetta nei pressi della filanda a Brivio.

La denuncia era giunta dalla proprietaria del cane, strappato al mondo delle corse, nel quale per anni era stato sfruttato prima che una donna lo adottasse attrasverso un'associazione animalista. La vicenda aveva avuto uno strascico pesante e inquietante sui social network, come spiega lo stesso Airoldi, attaccato da più parti.

Brivio: presunti bocconi avvelenati uccidono cane

«A seguito degli sproloqui, degli insulti e delle minacce letti su Facebook conseguenti la pubblicazione di alcuni post che saranno oggetto di approfondita analisi da parte delle autorità competenti, apro e chiudo una parentesi per tranquillizzare tutti i possessori di cani ed animali domestici - ha scritto in un post sul proprio diario il primo cittadino - A seguito del presunto avvelenamento di un cane il Comune ha attivato senza attendere gli atti del caso, tutte le procedure finalizzate ad accertare la presenza di eventuali e potenziali pericoli per gli animali».

Airoldi, in coda al post, ha pubblicato la fotografia (pubblicata sotto) della relazione inviata all'Ats il 22 maggio (prot. 7163). «Leggetela attentamente - continua il sindaco rivolto ai suoi concittadini - e capirete da soli che il Comune non è stato con le mani in mano come vuol far credere chi ha alimentato questa vergognosa e inopportuna spirale di odio, causando gravi danni morali e d'immagine al Comune, all'Amministrazione e alla popolazione».

La querelle potrebbe avere ora uno strascico legale, vista l'intenzione di Airoldi e della sua giunta di tutelae l'immagine del paese. «Invito tutte le persone civili e di buon senso - conclude - a non aderire a provocazioni e atteggiamenti strumentali e privi di ogni logica».

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