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Il caso / Alto e Basso Lago

Sarà la pioggia a spegnere l'incendio di Colico?

Caldo, siccità e forte vento stanno continuando a mettere a dura prova il prezioso lavoro svolto nei boschi dell'Alto Lago lecchese

Un continuo elastico. Possiamo riassumere così gli ultimi giorni vissuti sull'Alto Lago lecchese. Lì, dal pomeriggio di sabato, continua a bruciare l'incendio di Olgiasca, frazione boschiva di Colico. Durante le ore serali gli sforzi di pompieri, volontari della Protezione civile e dell'antincendio boschivo, supportati dagli elicotteri e dai canader che rovesciano secchiate d'acqua senza soluzione di continuità, riescono ad arginare con grande efficacia l'avanzamento delle fiamme, ma durante le ore diurne il vento che spira da nord alimenta in maniera tanto fondamentale quanto pericolosa l'incendio, oltre a rendere impossibile l'intervento dei mezzi aerei stessi.

Ancora da accertare le cause che hanno portato alla nascita del rogo, ma di certo è stato necessario far evacuare gli abitanti delle case e le fiamme sono arrivare a lambire anche la splendida Abbazia di Piona che si trova sul lago. Sarà la pioggia a risolvere alla radice il gravissimo problema? N'è convinta la Coldiretti nazionale, che ha analizzato la preoccupante preoccupazione che coinvolge tutta la penisola, nata soprattutto a causa delle scarsità di precipitazioni durante il periodo invernale.

“È allarme - spiega la Coldiretti - anche per gli incendi favoriti dalle alte temperature e dall'assenza di precipitazioni che ha inaridito i terreni nei boschi più esposti al divampare delle fiamme come a Colico dove sono stati divorati più di 40 ettari di vegetazione”. L'analisi dell'associazione è più ampia e abbraccia anche l'agricoltura: “L'arrivo della pioggia salva l'Italia dagli incendi che stanno devastando i boschi e dalla siccità che rischia di compromettere i raccolti necessari a garantire le forniture alimentari al Paese in un momento in cui si registrano speculazioni, accaparramenti e blocco dei commerci a causa della guerra in Ucraina”.

Lago di Como: riempimento al 6%

Le precipitazioni sono più che dimezzate al nord Italia, mentre a livello mondiale è scattato l'allarme per l'estensione del ghiaccio marino in Antartide che ha segnato un nuovo record minimo, scendendo per la prima volta sotto i 2 milioni di chilometri. In Italia l'arrivo delle precipitazioni è importante con l'avvio delle semine primaverili per salvare oltre il 30% della produzione agricola nazionale, fra pomodoro da salsa, frutta, verdura e grano, e la metà dell'allevamento che si trovano nella pianura padana, dove il fiume Po fa registrare un livello idrometrico di -3,4 metri al Ponte della Becca, ma pesanti anomalie si vedono anche nei grandi laghi che hanno percentuali di riempimento che vanno dal 6% di quello di Como al 28% del Maggiore, secondo il monitoraggio della Coldiretti.

Incendio di Colico: gli ultimi aggiornamenti

Nuovo aggiornamento sulla situazione dell'incendio di Olgiasca, "quasi" sedato nella mattinata di martedì dopo tre giorni di devastazione del verde e paura per la case vicine. Quel "quasi" purtroppo è ancora d'obbligo a causa delle raffiche di vento che soffiano copiose nella frazione di Colico rialimentando il fuoco in alcuni punti.

Anche durante la notte tra martedì 19 e mercoledì 20 aprile le squadre hanno lottato contro le fiamme. Sul posto 5 automezzi arrivati dal Comando di Lecco, dai Distaccamenti di Valmadrera, Bellano e Morbegno. Le operazioni continueranno per tutta la giornata di oggi. La situazione, alle ore 16 di ieri, ha visto ancora sul posto diversi Vigili del Fuoco coordinati dal Comando di Lecco, con operazioni in corso rese difficili dal vento e vari focolai ancora accesi in più punti. Dopo l’intervento in mattinata del canadair e i vari lanci ancora in corso dall’elicottero, sono rimasti in frazione Olgiasca un'autopompa serbatoio di Morbegno, più un mezzo boschivo, un Abp da Bellano, un Boschivo da Lecco e un terzo da Valmadrera. Operativi con i gli equipaggi dei Vigili del Fuoco anche i Carabinieri Forestali. 

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