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(Foto di repertorio)

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In vent'anni incidenti dimezzati nel Lecchese, aree urbane le più a rischio

Indagine Polis: da 32 nel 2001 a 16 nel 2009. La mortalità è più elevata in ambito urbano con 1,9 decessi ogni 100 sinistri, dato in controtendenza col resto della Lombardia

Anche a Lecco, come in gran parte della Lombardia, le campagne di sensibilizzazione sull'educazione stradale hanno avuto un forte impatto: in un ventennio, secondo la ricerca 2019 di Polis sull'incidentalità in regione, il numero di vittime nella nostra provincia si è dimezzato: da 32 nel 2001 a 16 nel 2019. Le vittime tendono ad avere un'età avanzata: la metà ha infatti 65 o più anni. Tra i più giovani, vi è anche una vittima con meno di 15 anni. Due terzi degli incidenti (630 su 901) si sono verificati in ambito urbano, dove la mortalità è più elevata (1,9 decessi ogni 100 incidenti), in controtendenza con il complessivo dato regionale.

De Corato: «In un decennio calate le vittime»

E a livello regionale? «In Lombardia le vittime da incidente stradale sono diminuite del 22% tra il 2010 e il 2019. Lo stesso calo si è registrato anche in Italia». A dirlo l'assessore regionale alla Sicurezza, Immigrazione e Polizia locale, Riccardo De Corato, introducendo i lavori in videoconferenza della decima giornata regionale della sicurezza stradale. Nel corso dell'appuntamento sono stati diffusi i dati di Polis Lombardia sull'incidentalità stradale nelle varie province lombarde. 

Nella Città metropolitana di Milano si concentra il 41,8% degli incidenti, il 40,6% dei feriti e il 21,9% dei morti rilevati nell'intera regione Lombardia. Seguono, a distanza, la provincia di Brescia (10,3% di incidenti), di Bergamo (9%), di Monza e della Brianza (8,3%) e di Varese (8,2%). Nonostante l'alta concentrazione di incidenti, la Città metropolitana di Milano presenta l'indice di mortalità più basso di tutte le province lombarde (0,8 morti ogni 100 incidenti). Inoltre, la città metropolitana di Milano, le province di Bergamo, Lecco, Monza e della Brianza e Varese sono le uniche ad avere indici di lesività (feriti ogni 100 incidenti) inferiori alla media regionale di 136,4.

I dati in Lombardia

Le strade urbane contano, infatti, meno di un morto ogni 100 incidenti, contro 2,6 delle autostrade e 3,7 delle altre strade extraurbane. In particolare, nel 2019, sulle strade urbane lombarde si sono verificati il 77% del totale degli incidenti, che hanno causato il 74% dei feriti e il 43% dei morti. Le autostrade concentrano, invece, circa il 7% di incidenti e feriti, e l'11% dei morti. Sulle altre strade extraurbane si verificano il 17% del totale degli incidenti, il 20% dei feriti e il 46% dei morti.

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Il 22% delle vittime fra i pedoni

Il fenomeno degli incidenti stradali con pedoni coinvolti in Lombardia continua a essere particolarmente gravoso: nel 2019 si son registrati più di 4.000 incidenti che hanno provocato 4.205 feriti e 96 morti. 

Nel 2019 il numero di pedoni morti è pari a circa il 22% del totale dei decessi per incidente stradale in Regione Lombardia, mentre a livello nazionale tale rapporto è pari a circa il 17%.

Si registra un incremento di circa l'1% rispetto al 2010 e di circa il 5% rispetto al 2018 nel numero di incidenti e feriti. Per quanto riguarda i pedoni deceduti, al contrario, si registra una lieve diminuzione rispetto al 2010 (-1%) e all'anno precedente (-4%). Tale risultato, comunque, è ancora ben lontano dall'obiettivo del Piano Nazionale della sicurezza stradale (Pnss). Nel 2019, il costo sociale degli incidenti stradali a pedoni ammonta a più di 360 milioni di euro, ovvero circa il 12,6% dei costi totali per incidente stradale in Lombardia.

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