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Lecco-Bergamo, il Cipe stanzia fondi per i lotti di Cisano e Vercurago. Arrigoni: "Finalmente prime risposte"

Dal Comitato interministeriale per la programmazione economica 15 milioni di euro per i due cantieri

Arrivano dal Comitato interministeriale per la programmazione economica le prime novità sul prosieguo dei lavori alla superstrada Lecco-Bergamo.

Durante la riunione di mercoledì 23 dicembre è stato approvato il progetto definitivo di due lotti: il primo è la variante di Cisano Bergamasco, per il quale è stato deciso uno stanziamento di 8 milioni e 100mila euro. «Ai 26,9 milioni di provenienza statale e ai 5 milioni di Regione Lombardia stanziati ormai da diversi anni, il Cipe con la delibera di ieri ha assegnato all’intervento una quota di 8,1 milioni di euro dei 15 che erano stati destinati al “Completamento dell’asse viario Lecco Bergamo” con il decreto legge “Sblocca  Italia”», spiega il senatore Paolo Arrigoni.

Il secondo lotto approvato è quello di San Girolamo, in corso di realizzazione tra Calolziocorte e Lecco, con un costo aumentato dagli iniziali  93,67 a 100,57 milioni di euro. A questo il Cipe ha destinato i restanti 6,9 milioni  destinati al completamento dell’opera.

«Dopo il varo dello “Sblocca Italia” del settembre 2014, a distanza di oltre 15 mesi, è stata finalmente data l'indicazione separata del finanziamento di 15 milioni in relazione ai due lotti di intervento che hanno come soggetti attuatori le province di Bergamo e Lecco. Meglio tardi che mai - commenta il parlamentare leghista - Ora per la variante di Cisano Bergamasco non ci sono ostacoli per procedere con il bando per l’affidamento lavori dell’opera».

«Per la riqualificazione della Lecco-Bergamo ora risulta decisivo il lotto “Lavello” che si sviluppa interamente in Calolziocorte - afferma l’ex Primo cittadino - Anche nella legge di stabilità 2016, appena licenziata dal Parlamento, è stato bocciato un mio emendamento che chiedeva 40 milioni per il finanziamento dell’opera. Tutti i rappresentanti delle forze politiche del territorio devono unirsi per chiedere e pretendere dal Governo queste risorse, sottolineando come i territori di Lecco e Bergamo insieme vantano nei confronti dello Stato un residuo fiscale annuo di circa 6 miliardi, una cifra enorme a fronte della quale non possono ritornare solo briciole».

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