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Parte del cantiere calolziese della Lecco-Bergamo

Parte del cantiere calolziese della Lecco-Bergamo

Scontro aperto sulla Lecco-Bergamo, Provincia e Ics verso il tribunale

L'azienda che detiene l'appalto dei lavori denuncia la situazione stagnante del cantiere di Calolzio, ventilando l'ipotesi di intraprendere le vie legali.

Imperversa la polemica sui lavori alla Lecco-Bergamo: dopo le dichiarazioni del Presidente vicario della Provincia Stefano Simonetti, arriva la replica di Ics Grandi lavori Spa, che denuncia di non essere stata messa nelle condizioni di operare.


“Fino a oggi – dichiara l’ingegner Claudio Salini, Presidente e amministratore delegato dell'azienda – abbiamo taciuto, cercando di lavorare comunque in quelle poche aree messe a disposizione dall’Amministrazione Provinciale, oltre a trovare una via d’uscita con la Provincia che, però, continua a eludere ogni minima decisione sulle problematiche che impediscono la sostanziale partenza dei lavori”.


Inizialmente, sostiene Ics, il problema riguardava la consegna delle aree di lavoro, spezzettate in 5 diverse tranches tra dicembre 2012 e giugno 2014, e la rimozione dei sottoservizi sotterranei in prossimità dell'imbocco nord e dell'imbocco sud, rimossi dalla Provincia, che ne aveva competenza, in 12 mesi anzichjé negli 8 previsti. 


A ciò vanno ad aggiungersi, secondo l'azienda, la diatriba tra Provincia ed Erc, che a causa del susseguirsi di ricorsi e decreti ha permesso a Ics di iniziare a lavorare in quelle aree solo dopo 18 mesi dalla consegna dei lavori, e la questione riguardante i siti nei quali depositare i materiali scavati dalle gallerie e dalle trincee: dal luogo previsto, a 5 chilometri dal cantiere, è stato necessario trasportare i 400mila metri cubi di materiale in un'altrà località, distante 25 chilometri, a causa di mancate autorizzazioni da parte della Provincia, e senza adeguamenti di prezzo.


“Dopo che sono trascorsi 18 mesi – incalza Salini – e dopo innumerevoli proclami ed interviste da parte dell'allora Assessore Simonetti che si è sempre ed esclusivamente vantato alle spalle dell'Impresa, non sono state poste le basi per la risoluzione dei problemi che ancora oggi impediscono la integrale ed organica esecuzione dei lavori. Oltre al problema irrisolto delle terre, ad oggi, le aree Erc non sono ancora disponibili perchè in 4 mesi la Provincia non è stata nemmeno in grado di capire dove sono i sottoservizi  presenti, né tantomeno di rimuovere una semplice tettoia in eternit. Ciò ha impedito l’inizio di una paratia di diaframmi, l’ultima da eseguire e ora le macchine sono ferme ad aspettare che venga tolto questo piccolo tetto. Tutto ciò ha gravato e sta gravando negativamente, fin dall'inizio dell'appalto, sull’impresa che rappresento, rendendo ormai insostenibile l'abnorme spesa attualmente finanziata esclusivamente dalla ICS, senza peraltro avere nessuna percezione di quando finalmente si potrà iniziare a lavorare sul serio”.


Dopo il riconoscimento della sussistenza di situazioni anomale e l’avvio di un fallito tentativo di accordo bonario, Ics ritiene opportuno denunciare la situazione e rivolgersi al Tribunale.


“In un contesto di crisi nazionale – conclude l’ingegnere – questo appalto è divenuto ormai assolutamente inammissibile. La situazione é evidentemente intollerabile per il reiterarsi di cause non imputabili alla mia impresa E di cui ci siamo fatti sino ad oggi carico nello spirito di collaborazione e di un possibile componimento con la Provincia, ma che su di essa gravano pesantemente e che se non dovessero essere risolte in tempi brevissimi - comunque entro e non oltre il mese corrente - costringeranno la stessa impresa, suo malgrado, a drastiche scelte e financo alla richiesta di risoluzione del Contratto”.

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