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Cronaca Via Santa Barbara

Lecco, settanta anni fa il bombardamento che colpì la Fiocchi

I raid degli alleati americani colpirono la fabbrica, provocando quattro morti e trenta feriti

Sono passati settant’anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, periodo che scosse profondamente l’intero Occidente, ma anche la piccola città di Lecco.

L’evento che più si ricorda di quel buio periodo è datato 7 marzo 1944, giorno in cui operai lecchesi vennero imprigionati perché in sciopero e deportati nei campi di sterminio nazisti, ma non fu l’unico evento che vide la città piegarsi davanti agli orrori della guerra.

È trascorso da qualche giorno, infatti, l’anniversario di un altro evento tragico che colpiì la città di Lecco: fra l’11 e il 17 marzo del 1945, un bombardamento messo in atto dagli alleati americani sulla città colpì prima Ballabio, dove una persona morì e altre 9 rimasero ferite, e in seguito la Fiocchi di Belledo, allora sottoposto al controllo dell’Autorità militare tedesca, causando la morte di due uomini e due donne, e 30 feriti.

Solo due anni prima, nel 1943, Giulio Fiocchi, vicino agli ambienti della Resistenza, era stato deportato dalle SS alla Casa di rieducazione di Kaisheim in bassa Baviera, con l’accusa di comportamento antifascista e antitedesco: lì rimase fino al 1945, anno in cui, con la caduta del Reich e la sconfitta di Hitler, fu liberato e poté fare ritorno a Lecco.

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