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«Lecco non è il Bronx»: parola del sindaco Brivio

«Il nostro impegno sarà moltiplicato, anche a costo di sottrarre alla stampa il foraggio per titoli e articoli sensazionalistici»

«Lecco non è il Bronx». Così, il sindaco Virginio Brivio esordice nel commento proposto nella newsletter settimanale sui recenti fatti di cronaca avvenuti a Lecco.

«Non voglio mettere le mani avanti né tantomeno non vedere un quadro sociale preoccupante e pauroso, nel senso che mette paura. I recenti episodi che hanno trovato ampia, e forse anche esagerata, eco sulla stampa, rimettono al centro la questione dell'ordine pubblico che, come si sa, ha molteplici facce che chiamano in causa un complesso di soggetti. Per quanto ci riguarda, da tempo abbiamo intensificato l'azione della Polizia Locale e continueremo ad intensificarla anche alla luce degli ultimi provvedimenti del Governo che ha assegnato agli Enti localei compiti più incisivi e con essi maggiore responsabilità. Credo tuttavia che per colpire nel segno gli atti di violenza, sia doveroso e anche utile non generalizzare e "sparare" nel mucchio. Sono gesti criminali, non c'è dubbio, e non vanno assolutamente sottovalutati, ma da qui ad affermare che siamo davanti a una criminalità organizzata ce ne corre».

«Sono costanti i rapporti tra Comune, Prefettura e Forze dell'Ordine, nella convinzione che solo uno sforzo unitario e concordato possa portare frutti alla convivenza civile - prosegue Brivio - Certo anche i cittadini devono collaborare con la stessa attenzione che pretendono legittimamente da chi la tranquillità la deve garantire. Le modalità sono le consuete ma vale la pena ricordarle: a partire dalle segnalazioni tempestive anche quando il sospetto è incerto, perché è meglio intervenire "a vuoto" che sottovalutare una situazione. Anche un'appendicite può trasformarsi in peritonite. Su questo tema, così caldo e nel quale il grafico degli episodi presenta picchi e fasi di quiete, si usa dire che non bisogna abbassare la guardia. Mai frase fatta è più eloquente di questa. Anche perché occorre guardare alla città nel suo complesso e non farsi condizionare dall'idea che il centro sia più a rischio della periferia. certamente ci sono luoghi più sensibili e più esposti al passaggio e all'incontro di figure sospette, ma la nostra strategia/attenzione va da Laorca a Chiuso, passango per il centro. E ciò non vale solo per l'ordine pubblico, ma per una scelta di campo che ci vede impegnati a 360 gradi. Tralascio l'appello scontato al buon senso dei lecchesi, ma mi sento di dire che il nostro impegno sarà moltiplicato, anche a costo di sottrarre alla stampa il foraggio per titoli e articoli sensazionalistici».

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