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Uno dei "necrologi" di Casapound affisso alla fermata dell'autobus di via Sassi

Uno dei "necrologi" di Casapound affisso alla fermata dell'autobus di via Sassi

Manifesti funebri affissi da Casapound: "A Lecco è morta la vita sociale"

Gli attivisti lanciano l'appello a palazzo Bovara: Lecco non diventi una città dormitorio

"A Lecco è venuta a mancare la vita sociale": questa l'affermazione della sezione lecchese di Casapound, che nella tarda serata di ieri 29 marzo ha affisso in città diversi manifesti funebri a denuncia delle scarse iniziative culturali e di aggregazione nel capoluogo.

«Lecco sta diventando una città dormitorio - dicono gli attivisti - Oltre a perdere uffici come la Prefettura, la Questura e forse anche il Tribunale, sta rapidamente perdendo i luoghi di aggregazione sociale».

Tramite una nota, Casapound aggiunge: «Oltre ai locali che hanno chiuso a causa della crisi, recentemente anche due cinema, il Mignon e il Nuovo, hanno calato il sipario come da tempo preventivato. In città, quindi, resta solo la sala parrocchiale Palladium: un po’ poco per una città come la nostra, tanto più che si sta anche avendo un ritorno di importanti produzioni registrate nel territorio, sia per il cinema sia per la tv. Chiunque abbia provato a passeggiare di sera per le vie del centro o del Lungolario – prosegue Cpi – si sarà accorto di come sembri quasi di essere entrati in una zona colpita da disastro nucleare: poche le persone in giro, pochi soprattutto i giovani, concentrati in quei due o tre locali che ancora riescono a fare fronte alla crisi»

«L’amministrazione comunale - sottolinea il movimento - deve farsi carico di risollevare la vita sociale della città, ormai pressoché defunta, promuovendo attività culturali, come mostre e concerti, rilanciando l’attività cinematografica, ma anche ridando impulso a tutte le altre attività ludiche e ricreative. Potrebbe, per esempio, dare agevolazioni a chi intende aprire un’attività commerciale di questo tipo oppure cambiare la destinazione urbanistica delle numerose aree dismesse presenti sul territorio. In ogni caso è necessario intervenire subito, per evitare che Lecco diventi una città dormitorio, come successo a molti quartieri di città più grandi: sarebbe il primo passo verso il peggiore degrado culturale e materiale».

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