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Il bar in attesa dell'autorizzazione

Il bar in attesa dell'autorizzazione

Lecco commercianti: "la burocrazia ci penalizza"

Una protesta che dura da molto tempo è quella che abbiamo raccolto dai commercianti lecchesi che lamentano l'eccessivo peso della burocrazia che rallenta la loro attività.

Burocrazia "difficoltosa". Un caso fra i tanti è quello che coinvolge il bar "Galeotto", in piazza Caleotto a Lecco, il cui titolare sta tribolando da tempo con il rilascio di una licenza.

"E' da tempo - spiega a LeccoToday il titolare del locale - che sto aspettando il via libera per sistemare un paio di ombrelloni ed un paio di frangi vento al di fuori del bar, ma tra un documento e l'altro da presentare i mesi passano. Non discuto che chi è competente a prendere queste decisioni al Comune di Lecco debba rispettare i regolamenti stringenti che stabiliscono cosa e come si possono disporre le strutture al di fuori del bar, ma così facendo il tempo passa ed io sono fermo con gli investimenti".

"Ho eliminato la struttura precedente che era permanente per tutto l'anno in quanto i costi sono saliti enormemente. Sono passato dai circa 1.400 euro di tre anni fa agli oltre 3.400 di quest'anno e il tutto per un posto che sfrutto nei mesi estivi e primaverili. Da qui la mia decisione di approntare una struttura rimovibile così da ridurre i costi. Però ripeto i tempi per mettere a posto il tutto sono estenuanti, anche se un balzo in avanti è stato fatto anche grazie all'intervento dell'Assessore Volontè che si è prodigato per velocizzare le pratiche".

"Però - conclude il titolare - così non si può andare avanti. Si parla tanto di Lecco turistica e poi ci si perde in queste cose. In primavera ed ad inizio estate arrivano centinaia di turisti a visitare la casa del Manzoni e poi magari passano qui a bere qualcosa. Ebbene i loro commenti sullo stato della struttura sono disarmanti ed a tutto questo va aggiunto il fatto che mi chiedono dove sono gli altri siti manzoniani perchè non c'è un percorso o delle indicazioni. A volte mi capita di andare a Como e vedo che quella città ha un modo di pensare e fare turismo diverso dal nostro, forse anche perchè lo hanno sempre fatto. La nostra Lecco è nata e cresciuta con la cultura del ferro e chissà quando cambieremo un pò tutti mentalità, visto che di  fabbriche qui a Lecco ora se ne vedono ben poche".

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