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La diocesi di Milano chiede ai professori di religione: "Segnalateci le scuole che parlano di omosessuali"

Dalla Curia che amministra anche le parrocchie e gli insegnanti della provincia di Lecco, una circolare per sapere quali scuole portino avanti una "vasta campagna tesa a delegittimare la differenza sessuale".

La diocesi di Milano starebbe indagando su come si parla di omosessualità nelle scuole: sul portale internet riservato agli insegnanti di religione, è comparsa una circolare in cui viene richiesto ai docenti di segnalare i colleghi e i progetti che trattano temi legati all'omosessualità e all'identità di genere negli istituti della diocesi, che comprende 1.104 parrocchie, di cui 181 nella provincia di Lecco, comprese quelle del capoluogo lariano.

La lettera, firmata dal responsabile di settore, don Gian Battista Rota, è comparsa nell'area riservata alla quale si accede solo tramite una password, ed è sparita dal web non appena è arrivata alla Curia la notizia che sarebbe stata resa pubblica.

«Cari colleghi — si legge nell'estratto pubblicato dall'edizione milanese di La Repubblica — come sapete in tempi recenti gli alunni di alcune scuole italiane sono stati destinatari di una vasta campagna tesa a delegittimare la differenza sessuale affermando un’idea di libertà che abilita a scegliere indifferentemente il proprio genere e il proprio orientamento sessuale». 

«Per valutare in modo più preciso la situazione e l’effettiva diffusione dell’ideologia del “gender”  si legge ancora nella lettera firmata da don Rota vorremmo avere una percezione più precisa del numero delle scuole coinvolte, sia di quelle in cui sono state effettivamente attuate iniziative in questo senso, sia di quelle in cui sono state solo proposte. Per questo chiederemmo a tutti i docenti nelle cui scuole si è discusso di progetti di questo argomento di riportarne il nome nella seguente tabella, se possibile entro la fine della settimana». 

Inevitabili le polemiche alla diffusione della notizia. Dalla Curia è arrivata, anche, l'immediata precisazione: si tratterebbe solo di una indagine informale, mirata a conoscere i progetti che le scuole portano avanti sul tema della differenza di genere.

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