Cronaca

La "calda" estate di Lecco che ci farà volare alto!

Un estratto dalla newsletter n. 26 del sindaco Virginio Brivio

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Ormai siamo in piena estate, come conferma il termometro, e la città sta vivendo un fervore di manifestazioni come mai in passato. Per una volta evitiamo i discorsi fondamentali e strutturali, tipo il porto, che pure sono in bella vista nell'agenda comunale, e proviamo a rispondere a coloro che lamentano una Lecco non viva, sonnolente, che s'addormenta con le galline. Nei mesi che verranno, e già in questo giugno, il cartellone delle iniziative, chiamiamolo così, è colmo e mi pare costruito per soddisfare gusti ed esigenze diverse.

Non basta fare l'elenco ma domenica scorsa nella vituperata piazza Garibaldi, alle cinque della sera, complice il mulinello di vento naturale, centinaia e centinaia di persone, lecchesi e non, ascoltavano, seduti, il concerto della banda Manzoni. In settimana, poi, oltre 600 persone hanno affollato la stessa piazza per assistere alla proiezione dei documentari realizzati durante le ultime imprese dei Ragni di Lecco in Patagonia. Fa un certo effetto vedere le sedie tutte occupate e gli spettatori seduti sui gradini!

Due esempi, tra i tanti, che si va moltiplicando, a dimostrazione di come, pur senza investire risorse ingenti, si può offrire un buon "circenses" aperto alla partecipazione di cittadini di ogni età e di ogni ceto. Così come mi preme sottolineare la distribuzione dell'offerta, la sua articolazione nei quartieri, diretta a valorizzare l'aggregazione rionale e anche il patrimonio pubblico. Cito per tutti le iniziative a Villa Gomes, ma tra le mete estive ci si può muovere anche verso i Resinelli e il Monte Barro, in una logica non Lecco-centrica, ma se vogliamo dirla con una parola tanto di moda in questi giorni, nella prospettiva della "Grande Lecco".

Ho seguito qua e là alcune delle manifestazioni e ho visto anche molti giovani, sia in platea che sul palco a suonare ed esibirsi, riportandoci alle vecchie e nuove tradizioni, proprie della nostra cultura. Sono tra quelli che non si dedicano alla cultura "colta" e snobbano la cultura "bassa", pur sapendo che la distinzione esiste, come per la musica. E perciò credo che questa estate risulterà alla fine una bella sintesi del variegato diagramma che fotograferà l'indice del gradimento e degli ascolti.

Ma c'è di più: credo che lo stesso mondo del commercio, non ancora esente dai colpi di coda della crisi, possa trarre giovamento da una città popolata di turisti anche solo di passaggio, che riempiono le strade e restano incantati quando lo scenario del lago si manifesta nel suo immutabile fascino. So bene che il turismo non si misura con gli scontrini e i coni gelato, ma so altrettanto che l'economia si muove anche con i piccoli numeri, destinati a diventare grandi se non staremo a imitare Como o Bergamo, ma affermando con le opere pubbliche e con la spinta indispensabile che si vede anche in questi calendari estivi, la nostra peculiarità, quel "genius loci" che rende Lecco unica!

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