Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Lecco, i contributi dei Comuni lecchesi alla finanza pubblica

Il decreto legge 66/2014 prevede il concorso delle province, delle città metropolitane e dei comuni alla riduzione della spesa pubblica.

Il comune di Lecco

L’8 agosto il Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali ha rilasciato questo comunicato: “E' in corso di perfezionamento il decreto ministeriale riguardante il contributo dei comuni alla finanza pubblica di 375,6 MILIONI DI EURO, per l’anno 2014, previsto dai commi 9 e 10 dell’articolo 47 del decreto legge n. 66 del 2014. I dati relativi ad ogni singolo comune sono consultabili nell’elenco allegato. Gli importi ed i criteri sono stati approvati nella Conferenza Stato-città ed autonomie locale nella seduta del 5 agosto 2014.”.

Dal link sotto riportato si può desumere che il contributo dei Comuni della Provincia di Lecco ammonterà a € 2.142.216,26.

Il decreto legge 66/2014 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, recante misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale) è stato emanato, come recitano le premesse, “ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di emanare disposizioni in materia fiscale anche al fine di assicurare il rilancio dell'economia attraverso la riduzione del cuneo fiscale; considerata la straordinaria necessità ed urgenza di intervenire in materia di revisione della spesa pubblica, attraverso la riduzione delle spese per acquisti di beni e servizi, garantendo al contempo l'invarianza dei servizi ai cittadini, nonché per assicurare la stabilizzazione della finanza pubblica, anche attraverso misure volte a garantire la razionalizzazione, l'efficienza, l'economicità e la trasparenza dell'organizzazione degli apparati politico istituzionali e delle autonomie locali; considerata, altresì, la straordinaria necessità ed urgenza di emanare ulteriori disposizioni in materia di pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione”.

Il comma 9 dell’art. 47 del d.l. 66/2014 fissa i criteri per operare le riduzioni del fondo di solidarietà in capo a ciascun comune (in relazione ai risparmi ipotizzati ). Tali criteri prevedono un taglio proporzionale rispetto alla stima dei risparmi di spesa che ogni comune dovrebbe realizzare per effetto dell’attuazione delle misure introdotte dagli artt. 8, 14 e 15 del decreto legge, rispettivamente per gli acquisti di beni e servizi, per le consulenze e i contratti di collaborazione coordinata e continuativa, e per le autovetture.

Intanto il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato in giugno di 2,1 miliardi, toccando quota 2.168,4 miliardi. Lo rileva Banca d'Italia nel Supplemento al Bollettino Statistico "Finanza Pubblica, fabbisogno e debito".

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