Cronaca

Lecco, il caffè diventa anche un rito di simpatia

In una caffetteria del centro, chi accetta e vince la quotidiana sfida dei titolari vince un caffè gratis

Il caffè in Italia, soprattutto in Italia, è un rito. Anzi, Il rito. Elevato da Eduardo a momento di teatro puro nel monologo in “Questi fantasmi”. Diventato un borbottìo familiare preludio a un piacere che doveva essere buono, “se no che piacere è ?”, grazie a Nino Manfredi. Girava anche una barzelletta circa il diverso modo con cui in Italia si prepara e si serve il caffè al cliente.

A Lecco c’è chi lo prepara e lo serve “scherzando seriamente”. Da “Caffeina” in via Roma, per la precisione. Ogni giorno viene offerto un caffè gratis a chi, rompendo gli indugi e la timidezza, varca la soglia del bar cantando le sigle dei cartoni animati, oppure facendo "nano-nano", il famoso saluto di Robin Williams in “Mork e Mindy”, oppure indovinando i chicchi di caffè contenuti in un barattolo di vetro. E via dicendo.

Ogni giorno un nuovo gioco con i propri clienti, che poco alla volta rispondono positivamente all’originalità e alla simpatia dei titolari e che senza accorgersene si ritrovano a vivere lo spirito della convivialità racchiusa nelle battute di Eduardo: “ Professo', è passato. (Versa il contenuto della macchinetta nella tazza e si dispone a bere) State servito?... Grazie. (Beve) Caspita, chesto è cafè... (Sentenzia) é ciucculata. Vedete quanto poco ci vuole per rendere felice un uomo: una tazzina presa tranquillamente qui fuori... con un simpatico dirimpettaio... Voi siete simpatico, professo'...”.

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