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Danilo Monti, arrestato dai carabinieri a Lecco

Danilo Monti, arrestato dai carabinieri a Lecco

Omicidio del macellaio Francesco Rosso, arrestato a Lecco il presunto killer

I Carabinieri di Sellia Marina (Cz) e di Lecco eseguono ordinanza di custodia cautelare in carcere ai danni di quattro uomini: l'esecutore materiale del delitto sarebbe Danilo Monti, di Cerva (Cz) ma domiciliato in città. Per tutti e quattro l'accusa è di concorso in omicidio aggravato

Individuato a Lecco il presunto esecutore materiale dell'omicidio del macellaio Francesco Rosso. Questa mattina, venerdì 21 settembre, i Carabinieri della Compagnia di Sellia Marina, supportati dal personale dell'Arma di Lecco, hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Procura della Repubblica di Catanzaro, nei confronti di quattro indagati, ritenuti responsabili in concorso dell'omicidio aggravato di Francesco Rosso, classe 1980, avvenuto il 14 aprile 2015 a Simeri Crichi con tre colpi di pistola al viso e al torace mentre lavorava nella macelleria di famiglia.

La misura trae origine da complesse indagini degli uomini del Norm di Sellia Marina (Cz) e del reparto operativo del comando provinciale di Catanzaro, durate più di due anni, per ricostruire i momenti precedenti e successivi l'efferato delitto, utilizzando tra l'altro riprese di impianti di videosorveglianza e tabulati telefonici.

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Gli investigatori hanno così individuato Danilo Monti, 27 anni originario di Cerva (Cz) e domiciliato a Lecco, come principale indiziato a esecutore materiale dell'omicidio, messo in atto grazie al concorso morale e materiale di Gregorio Procopio, classe 1962, Antonio Procopio (1987) e Vincenzo Sculco (1988), tutti residenti a Botricello (Cz), che avrebbero avuto compiti di ricognizione dei luoghi.

Le indagini dei militari - tramite tracciamento satellitare di un'auto utilizzata, celle dei cellulari, tabulati telefonici, immagini delle videocamere e intercettazioni ambientali - hanno portato a smontare gli alibi forniti dai sospettati, dimostrando che l'omicidio era stato accuratamente premeditato.

Nonostante l'attenzione riposta dai quattro individui nel mettere in atto il loro disegno criminale, il complessivo quadro probatorio ha condotto all'emissione del provvedimento di custodia cautelare in carcere.

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