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Un carro armato in Donbass

Un carro armato in Donbass

Lecco, non vuole andare a combattere nel Donbass e viene "adottato"

Dimitri, 26 anni, è stato chiamato alle armi dall'Ucraina, ma ha deciso di non rispondere. Ora è in attesa dell'asilo politico

Sicuramente vi ricordate della storia di Vittorio, il lecchese che ha lasciato Barzio per raggiungere il Donbass; la stessa strada l'avrebbe dovuta percorrere Dimitri (nome di fantasia, ndr) per andare a combattere contro i suoi connazionali, chiamato dal governo ucraino che sta riportando in patria tutti gli uomini possibili.

Lui, 26 anni, poco tempo fa ha ricevuto la chiamata dalla moglie rimasta a casa mentre lui ha raggiunto l'Italia per incontrare degli amici; dopo averci pensato notte e giorno ha deciso di non tornare indietro "perchè il governo abbandona le famiglie dei caduti e gli invalidi - dichiara il giovane a 'Il Giorno'", nonostante la vita tranquilla e agiata che si era costruito: "Avevo tutto in Ucraina: la famiglia, un bel lavoro, un negozio di pc e smartphone, una casa e l’auto."

Dimitri era giunto nel nostro paese da piccolo, ospitato da una di quelle associazioni che li portavano qui in seguito al disastro di Chernobyl: qui ha conosciuto la sua seconda famiglia, che l'ha accolto nella propria casa dopo la sua decisione.
Ora il giovane dovrà ottenere l'asilo politico, ma l'appuntamento gli è stato fissato tra un anno: rischia da 2 a 5 anni di reclusione in Ucraina, mentre in Italia non percepisce nulla in quanto non alloggia presso un campo di accoglienza; "Fortunatamente", dice lui, che però per ora non può lavorare.

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