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Il presidio ospedaliero di Bellano

Il presidio ospedaliero di Bellano

Irregolarità nella selezione per la guardia medica, denunciate cinque persone

La seconda indagine condotta dalla Digos sull'Azienda ospedaliera di Lecco svela un bando non proprio trasparente

È strettamente collegata a "Stachanov" la seconda indagine svolta dagli agenti della Digos lecchese, i cui risultati sono stati presentati nella mattinata di oggi 18 dicembre da Domenico Nera.

Il trait d'union tra le due, infatti, è rappresentato da P.M., medico 34enne già denunciato per diversi reati nell'ambito dell'indagine del 2011: proprio un esposto presentato da lui avrebbe fatto partire la seconda indagine, riguardante la guardia medica di Bellano.

Nel 2013 il reo presenta un esposto in cui denuncia presunte irregolarità nel bando, indetto dall'Azienda ospedaliera sul finire del 2012, con cui vengono scelti i 6 dottori che costituiranno la guardia medica del paese in Valsassina. Stando a quanto riporta il reo, arrivato ottavo su 16 candidati, la prova di selezione non si è svolta regolarmente: un membro della commissione, Riccardo Galanti, è presente pur non avendo dato disponibilità ad assistere alla prova, la quale comincia in ritardo perché uno dei candidati (risultato poi tra i vincitori) ha telefonato chiedendo di aspettarlo, in quanto bloccato nel traffico.

La Digos, dunque, indaga, e riscontra che Galanti aveva effettivamente dato indisponibilità perché in quell'orario era "reperibile", ma non soltanto era presente: in commissione c'era anche il medico che era stato chiamato per sostituirlo (è l'allora direttore Maurizio Lovisari a dare conferma della circostanza). Confermato anche l'inizio in ritardo della prova, come testimoniano le oltre 700 pagine di documenti acquisiti dagli investigatori e le testimonianze raccolte nel tempo.

L'indagine ha quindi portato alla denuncia dei membri della commissione e del commissario sostituto: si tratta del già citato Riccardo Galanti, classe 1965 residente in rovincia di Lecco, i comaschi Paolo Sangiorgio e Clara Pelliccia, di 55 e 32 anni, Andrea Salmaggi, 57enne residente a Milano, e Maria Fiorenza Folsi, classe 1957, residente a Bergamo. I cinque dovranno rispondere di concorso in abuso d'ufficio e falso in atto pubblico.

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