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Lecco per il Donbass, buon successo per la serata di beneficenza

L'associazione no profit Orizzonte Ideale ha ospitato virtualmente Vittorio Rangeloni e Andrea Palmieri, che operano nelle zone di guerra e attualmente si trovano a Lugansk

Foto di gruppo a fine serata per i partecipanti

Questa volta non sono bastate nuove scritte sui muri a fermare la serata di beneficenza organizzata da Orizzonte Ideale Lecco, in collaborazione con il Coordinamento Solidale per il Donbass, in favore dei bambini rimasti orfani nella regione ucraina per via dei ripetuti attacchi portati dalle truppe e dall'aviazione nazionale nei confronti della maggioritaria fazione filorussa; una sala del Centro civico di Germanedo ha ospitato l'evento e il centinaio di persone che hanno deciso di essere presenti per informarsi e dare il proprio contributo economico tramite un'offerta libera.

Alberto Andreotti, tra i relatori della serata, ha così commentato la "sorpresa" trovata sui muri della location: "Scritte? Qualcuno ha pensato di aver l'autorità di poter decidere 'chi può fare cosa', ma la vostra presenza testimonia che non ce l'hanno fatta."
Sulla stessa falsariga anche Marcello Berera: "Stasera è andata in scena un'altra vigliaccata, ma gli è andata male. Battisti direbbe: 'Come può uno scoglio arginare il mare?'"

Il Donbass è una regione dell'Ucraina sud-orientale che dal 2014 vede andare in scena l'operazione anti-terrorismo, così definita dalle fonti ufficiali, tra i separatisti e l'esercito regolare fedele all'attuale governo centrale salito al potere nel 2014 nella persona di Oleksandr Turcynov, seguito poi dal presidente Petro Porošenko nel giungo dello stesso anno grazie al supporto economico-militare degli Stati Uniti, da sempre antagonisti della Russia..

In quella zona è presente da maggio Vittorio "Vinka" Rangeloni come reporter, attualmente a Lugansk da amici della comunità italiana e intervenuto via Skype alla serata: "Non dobbiamo farci intimidire - il suo commento sulle parole scritte con le bombolette - la solidarietà vale più di qualsiasi frase su un muro. La nostra situazione? In Italia non si parla più di questo. Solo ieri sera sono stati lanciati sulla popolazione missili proibiti dalla convenzione di Minsk e le vigliaccate da parte dell'esercito ucraino sono all'ordine del giorno. La tregua? Non è minimamente rispettata."

Vittorio ha poi descritto il suo percorso e i suoi compiti: "In sette mesi ho sempre lavorato nel campo dell'informazione con il ministero e LNR Today, facendo reportage continui dal fronte. I civili sono bombardati ogni giorno, ormai hanno imparato a convivere con questa situazione che rimane invivibile. Manca tutto, gli aiuti umanitari e della federazione filorussa non sono sufficienti per sopperire alle necessità."

In Donbass ci sono molti italiani con vari ruoli, tra cui Andrea Palmieri che ha combattuto 8 mesi e poi ha iniziato ad aiutare il popolo massacrato dalla guerra: "L'economia è ferma, i campi sono minati e le industrie bombardate: anche con solo 100€ si può fare moltissimo. Tra quelli da aiutare ci sono civili che necessitano di protesi e scuole che non hanno né vetri né verdure né cancelleria. Qui una pensione media è di 1800 rubli (30€ circa). La gente vede solo un futuro possibile: l'annessione alla Russia, ma gli Stati Uniti hanno finanziato il colpo di stato e non sarà facile rovesciare la situazione."

Sono oltre 6000 i detenuti politici, che sperano di conoscere presto la parola "fine" a un sanguinoso confilitto per beneficiare dell'amnisitia e riabbracciare i propri cari.

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