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Pescarenico, le ossa trovate al "Giglio" hanno più di mille anni

Risalgono al VII e VIII secolo dopo Cristo i resti umani rinvenuti durante la ristrutturazione all'ex pizzeria della 'ndrangheta: non sono, come si pensava, vittime della peste del 1600.

Si pensava fossero resti risalenti alla peste del 1600, e invece le ossa ritrovate nel gennaio 2013, durante la ristrutturazione dell'ex pizzeria "Il giglio" di Pescarenico, sono ancora più antiche.

Risalirebbero, infatti, al periodo storico compreso tra il 660 e il 770 dopo Cristo, ben mille anni prima rispetto alla datazione ipotizzata: lo ha stabilito lo studio condotto da Cristina Cattaneo, anatomopatologa milanese, e lo confermano le indagini effettuate dagli archeologi dopo la scoperta delle ossa, che hanno riportato alla luce una porzione di insediamento risalente all'epoca longobarda.

Le ossa ritrovate apparterrebbero a tre persone, due donne e un uomo. La scoperta assume particolare importanza perché, pur non essendo il primo ritovamento di resti umani risalenti a quell'epoca, è la prima volta che in città emergono le tracce di un insediamento.

Nel gennaio dello scorso anno il ritrovamento aveva bloccato i lavori di ristrutturazione all'ex pizzeria della 'ndrangheta: la soprintendenza ha poi disposto che riprendessero, ed entro qualche mese l'ex "Giglio" diventerà un centro diurno per anziani, come disposto dal Comune.

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