Lecco piange Virginio Pozzi, fondatore della "Pozzi Strade" ed ex ciclista professionista

Il noto imprenditore si è spento a 92 anni. La sua attività è diventata un punto di riferimento per le opere stradali nel territorio. Rilevò anche l'azienda di demolizioni con esplosivo del fratello. E poi la passione per la bici ai tempi di Coppi e Bartali

Commosso addio a una figura storica di Lecco. Si è spento a 92 anni Virginio Pozzi, imprenditore e grande appassionato di ciclismo, persona molto conosciuta in città. Dopo aver lavorato come stradino per il Comune di Lecco e operaio alla Snam, a fine anni Cinquanta fondò la "Pozzi & Invernizzi" diventata poi "Pozzi Virginio Strade", impresa di edilizia stradale e manutenzioni molto attiva nel territorio.

Da giovane fu ciclista professionista, per poco non partecipò al Giro d'Italia e nel corso della sua attività imprenditoriale rilevò anche l'azienda di esplosivi del fratello Alberto, intervenendo per la rimozione di imponenti massi in occasione della frana del San Martino e di quella della ex Cava Rovelli di Chiuso. Fu tra i fondatori della società sportiva Il Pedale Lecchese. In tantissimi in queste ore stanno esprimendo le proprie condoglianze ai famigliari di Virginio Pozzi che lascia la moglie Emilia, i figli Andrea, Valentina e Alberto. Proprio quest'ultimo oggi porta avanti l'azienda "Pozzi Strade" giunta ormai a 70 anni di attività.

«Oltre ad aver dedicato molto tempo al lavoro, nostro padre era stato anche un grande appassionato di ciclismo, vestendo i panni del professionista - ricorda il figlio Andrea Pozzi - Erano gli anni 50, erano i tempi di Coppi e Bartali. Papà era sull'album delle figurine del costo di 20 lire che conserviamo ancora a casa, la sua figurina era la numero 27. Per poco non corse il Giro d'Italia, ma per uno screzio con gli sponsor abbandonò il mondo del ciclismo e si mise a fare il manovale. Da zero creò con un socio un'impresa specializzata nella pavimentazione delle strade, poi diventata "Pozzi Virginio Strade". Sapeva anche creare strade ex novo, con tracciati, soprattutto per quegli anni, difficili. Papà aveva un forte senso pratico e riusciva a risolvere tecnicamente situazioni complesse».

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Per circa mezzo secolo Virginio Pozzi lavorò con molti sindaci e Amministrazioni comunali non solo della città di Lecco, ma anche del territorio brianzolo e valsassinese: tracciati vecchi e nuovi, manutenzioni, lavori al fondo stradale. Imprenditore poliedrico e di "vecchio stampo", c'è chi lo ricorda anche per il suo carattere vulcanico, per il suo essere poliedrico e capace di affrontare con serietà e coraggio i problemi in prima persona. 

«Dopo la morte del fratello Alberto inglobò la sua attività di demolizione con esplosivi portando avanti alcuni interventi importanti a seguito di eventi che segnarono la storia di Lecco - ricorda ancora il figlio - Penso alla deflagrazione dell'enorme masso che incombeva sopra la città dopo la frana del San Martino. Poi il crollo all'ex Cava Rovelli di Chiuso, c'era un costone a strapiombo sopra l'abitato del rione, lui si prese responsabilità di abbatterlo con tre quintali di esplosivo. Se c'era da agire, lui agiva».

Significative anche le parole del figlio Alberto Pozzi: «Oltre all'impegno lavorativo e alla passione sportiva, di mio papà mi piace ricordare la fiducia che riponevano in lui tante persone. Gli chiedevano consigli per il lavoro, piuttosto che per questioni famigliari, per terreni o altro. Lo consideravano come un amico saggio a cui rivolgersi. Originario di Falghera, si trasferì poi a Chiuso. Di papà conserviamo diverse sia del lavoro foto del suo passato ciclistico, anche con Coppi e Bartali (vedi sotto ndr). Fu tra i fondatori del GS Pedale Lecchese». 

I funerali di Virginio Pozzi, che abitava proprio nel rione di Chiuso, verranno celebrati domani, venerdì 24 luglio, alle ore 10.45 nella basilica di San Nicolò a Lecco. 

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