Pulizia lungolago Lecco, Arrigoni: "L'impiego dei profughi è sceneggiata ipocrita"

Il senatore di Lega Nord commenta l'iniziativa promossa dall'assessore ai Lavori pubblici Corrado Valsecchi

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

"Che non piovesse a Lecco, così come in tutto il resto del Paese, accadeva da diverse settimane. Che dunque all'Amministrazione comunale di Lecco e all'assessore ai Lavori pubblici, Corrado Valsecchi, sia venuto in mente di approfittare della siccità e programmare nel giro di una manciata di ore, per il 31 dicembre, la pulizia del lungolago di Lecco invitando richiedenti asilo e lecchesi a dar una mano, sa di operazione demagogica e strumentale - interviene il senatore Paolo Arrigoni.

"Scontata la scarsa - come poi effettivamente rivelatasi pressochè inesistente - partecipazione dei lecchesi, evidentemente diversamente impegnati nell'ultimo giorno dell'anno, la scena con tanto di fotografi e televisioni al seguito è rimasta a beneficio di qualche decina di richiedenti asilo, uniti a qualche volontario che lavora e benedice la presenza degli stessi sedicenti profughi e a qualche consigliere del PD. Al 'momento comunitario' atteso nelle pretestuose previsioni di Valsecchi ecco invece ad arte servito lo spottone per l'Amministrazione comunale di sinistra che vuole convincere che pensa al bene della città e alla valorizzazione del suo fiore all'occhiello, il lago, ma anche per gli stessi migranti che i buonisti e i sostenitori ad oltranza dell'accoglienza potranno ancora di più descrivere ben integrati e risorse per il territorio, al contrario dei lecchesi per l'occasione dimostratisi indifferenti - prosegue l'ex Sindaco di Calolziocorte.

"La sceneggiata comunque, secondi i ben informati, è durata poco più di un'oretta con successivo aperitivo per tutti ad un noto caffè lecchese. L'evento ha ricordato i sistemi di comunicazione in uso nel ventennio, con adunate (scarse) scenografiche care a Benito note come il sabato fascista. Con la divisa che non è più la camicia nera ma la pettorina arancione, il metodo è quello, far vedere un mondo che non c'è con i migranti spacciati nei moderni balilla naturalmente nello stile sciatto, scivoloso e ipocrita del nostro centrosinistra, che ama tanto i poveri da aver continuamente bisogno di crearli - continua il parlamentare leghista.

"Questa iniziativa buonista non riuscità mai nell'intento di attenuare il grave problema connesso alla scellerata gestione dell'immigrazione. Tra i richiedenti asilo, dunque anche tra coloro che giovedì hanno pulito il lungo lago, la maggior parte sono clandestini che non scappano da guerre o da persecuzioni. Non sono profughi, ma sedicenti tali, che per troppo tempo abusando dell'irresponsabile lassismo del governo, più volte sul punto rimproverato dalla comunità europea, con il compiaciimento di cooperative in odore di affari, impropriamente vengono fatti restare per lungo tempo nel sistema di accoglienza che sta esplodendo economicamente e socialmente, vivendo mantenuti alle spalle di italiani (ma anche di stranieri regolarmente soggiornanti nel nostro Paese e lasciati a se stessi durante la crisi= ignoti e silenziosi, in grave difficoltà economica, che magari anche dopo averli chiesti non ottengono aiuto dallo Stato e dai Comuni come quello di Lecco - continua ancora Arrigoni.

"Per la gestione del fenomeno dell'immigrazione l'Italia nel 2015 ha sostenuto l'enorme spesa di 3.3 miliardi, destiniati a salire a 4 nel 2016; oltre il 50% di questa spesa è connessa al sistema di accoglienza, considerato non solo da Buzzi, ma anche da molti altri soggetti interessati, un affare d'oro. È responsabilità della buona politica evitare e non avallare truffe e raggiri a danno dello Stato e degli italiani! - conclude Arrigoni.

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