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Lecco, una cinquantina di persone ricorda i repubblichini fucilati in via Don Pozzi

Tra di loro anche l'ex consigliere Pasquini (NCD): "Nessuno può impedirci di raccontare la verità e ricordare cosa successe"

"Nessuno può impedirci di raccontare la verità e ricordare. Le persone fucilate avevano mostrato la bandiera bianca, invece noi non dobbiamo avere paura di rivendicare questa storia. Questa, come altre stragi commesse dai partigiani non vanno dimenticate, se dopo il 1945 l'Italia non è forte e coesa è anche perchè non si è arrivati a una pacificazione nazionale. Libertà e democrazia sono valori conquistati dopo il '45 e dobbiamo impegnarci tutti perchè siano un patrimonio comune": è con queste parole forti che l'ex consigliere comunale Antonio Pasquini (NCD) ha spiegato ai circa cinquanta presenti e alla stampa intervenuta perchè al muro del "Rigamonti-Ceppi" vi è appesa una targa che ricorda i nomi dei 16 repubblichini fucilati tre giorni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.

Tra di loro, facenti parte della Repubblica Sociale Italiana nel Gruppo Corazzato "Leonessa" e nel Battaglione "Perugia", vi era Emilio Mandelli, ora 91enne, che aveva combattuto la battaglia di Lecco uscendone superstite. L'ex militante, che ha sposato la figlia del sottotenente Bernardini, ha salutato e ringraziato i presenti per il tributo riservato a lui e ai giovani fucilati 71 anni fa.

commemorazione repubblichini 2016 2

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