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Cambia la legge per bruciare le sterpaglie, ora è di nuovo possibile

Si potrà tornare a bruciare i rifiuti vegetali degli orti e dei giardini. L'Assessore Signorelli: "Governo e Parlamento sono giunti a una conclusione sensata".

La legge "Terra dei fuochi" del 6 febbraio 2014 aveva sancito il divieto assoluto di bruciare i residui vegetali di giardini, orti e parchi per tutto l'anno, ma le cose stanno per cambiare. 


Dopo il decreto legge dello scorso giugno, che delegava ai sindaci la decisione sulle modalità di smaltimento delle sterpaglie, il Parlamento ha introdotto una ulteriore modifica per cui, una volta convertito il decreto in legge ordinaria, si potranno bruciare i residui in limitate quantità.


Il volume massimo consentito, infatti, sarà di 3 metri steri, ovvero tre metri cubi per ettaro, e si potrà di nuovo bruciare i rifiuti vegetali direttamente nell'orto o nel giardino in cui vengono prodotti.


Spetterà comunque alle amministrazioni locali decidere se vietare i roghi qualora le condizioni meteorologiche, ambientali e climatiche dovessero aumentare risci per la sicurezza, e sarà sempre vietato nel momento in cui la Regione dovesse dichiarare che un periodo o una determinata zona sono a forte rischio di incendi boschivi.


Anche per i detriti sulle spiagge cambia qualcosa: i depositi portati dalle correnti marine o dalle piene di laghi e fiumi si potranno radunare, raccogliere e smaltire senza che questa venga considerata attività di gestione dei rifiuti.


«Con un percorso un po' tortuoso, Governo e Parlamento sono giunti a una conclusione sensata - commenta l'Assessore provinciale all’Ambiente, Carlo Signorelli - che evita migliaia di ordinanze per le deroghe e rimanda alle norme regionali in materia ambientale e forestale. La modica quantità di rifiuti agricoli trova una definizione, mentre le nuove norme per il materiale generato da eventi atmosferici, presenti spesso anche sulle spiagge del nostro lago, hanno introdotto un'utile precisazione»

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