Cronaca

Lecchese ucciso dalla legionella a Desio: «Caso non correlato a quelli di Brescia»

Regione Lombardia smorza l'allarme scatenatosi dopo il decesso avvenuto nel fine settimana

L'ospedale di Desio, dov'è deceduto Antonio Mandelli

Non c'è correlazione tra i casi del Bresciano e la legionella che ha ucciso Antonio Mandelli, ristoratore lecchese di 82 anni deceduto lo scorso sabato all'ospedale di Desio. E' quanto affermato da Regione Lombardia. Il titolare della trattoria "La Cava" di Cernusco Lombardone, attiva esattamente da settant'anni, è stato si ucciso dal batterio, come affermato dal "Giornale di Merate" nell'edizione odierna sulla base di alcune informazioni raccolte direttamente dalla direzione del presidio brianzolo, ma il caso sarebbe indipendente: "In merito alla notizia dell'anziano morto sabato 8 settembre all'ospedale di Desio (Monza-Brianza) - si legge in una nota stampa di Regione Lombardia - i cui esami specifici hanno evidenziato, in un quadro clinico compromesso, la positività degli accertamenti per legionella, si precisa che non sussiste alcuna connessione con i casi di polmonite registrati a Brescia, ma purtroppo rientra nella normale casistica annuale".

Merate, anziana ricoverata in ospedale per legionella 

Lo ha detto l'assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera in merito alla notizia della morte per legionella all'ospedale di Desio.

Legionella in Lombardia

"In Lombardia - ha spiegato Gallera - ogni anno si registra un determinato numero di casi di legionella che colpiscono principalmente persone con quadri clinici complessi o esposte a determinati fattori di rischio. I casi di legionella sono stati 625 nel 2018, 633 nel 2017, 474 nel 2016, 491 nel
2015. Mentre i decessi sono stati 52 nel 2018, 60 nel 2017, 44 nel 2016, 50 nel 2015"

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