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Presentato il libro sul Monumento ai Caduti, racconto di "popolo ed eroi"

Presso la sede dell'Ordine degli architetti si è tenuto il seminario all'interno di cui è stato svelato il volume di Eugenio Guglielmi

Sabato mattina si toglieranno i veli dal restaurato Monumento ai Caduti di Lecco, ma è stata quella odierna la mattinata scelta per presentare il libro, curato dall'architetto Eugenio Guglielmi in collaborazione con Alosio Bonfanti, Katiuscia Vassena, Massimo Dell'oro e Bruna Mariani, in cui sono raccontate la varie fasi della vita del manufatto collocato sul lungolario Isonzo. Presso la sede dell'Ordine degli architetti di Lecco, rintracciabile in via Achille Grandi, è stata mostrata l'anteprima del volume.

"I numerosi saggi, ripercorrono le vicende che portarono la città lariana all'organizzazione dei Comitati popolari, a partire dai primi anni del conflitto mondiale, per il ricordo dei Caduti, fino 1926, anno dell'inaugurazione del grande gruppo bronzeo sul lungolago – ha spiegato l’architetto Eugenio Guglielmi, direttore artistico del restauro e curatore del volume -. I documenti conservati presso l'Archivio Comunale di Lecco hanno permesso di fare luce su molti aspetti ancora inediti, a partire dal Concorso per l'affidamento dell'opera ,fino ad arrivare alla sua assegnazione al Castiglioni, figura già nota nel panorama artistico nazionale ed internazionale. C’è sempre molta emozione nel presentare questo tipo di iniziative, vista anche la grande attenzione data dall’amministrazione comunale al restauro del Monumento dei Caduti. Giannino Castiglioni è stato un vero e proprio patriota, ma ha lavorato in un periodo storico veramente molto difficile da comprendere. Tenete conto che, per la città di Lecco, ha relizzato una delle prime cinque opere italiane”.

Due le prefazioni: il sindaco Virginio Brivio e l'assessore Corrado Valsecchi hanno infatti voluto aprire il libro con le loro parole. Quest'ultimo ha fatto anche una breve digressione sulle fasi di reperimento dei fondi per il restauro: “Siamo stati determinati, quella di rendere decorosi i monumenti è una necessità civica. Tutti gli interventi sono stati privati, al comune sono costati zero; vanno ringraziate le realtà che hanno partecipato, non è più il tempo dell’azionariato popolare. Si va ad onorare la memoria di chi ha garantito le nostre libertà, il monumento regalatoci da Castiglioni merita di essere valorizzato. Piano piano, una cosa per volta, riusciamo a sistemare arretrati, come il Ponte Vecchio, lasciatici dagli anni scorsi.”

Successivamente l'architetto Guglielmi e Massimo Dell'Oro, direttore dei lavori, hanno spiegato le fasi che hanno portato alla costruzione e alla realizzazione dell'opera di restauro recentemente terminata.

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