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L'ingresso dell'Alimentari Negri

L'ingresso dell'Alimentari Negri

Addio ad Antonella Negri, storica esercente di Castello

Si è spenta a 70 anni. Il ricordo di Loris Lazzati, direttore del Planetario: «Una donna nel cuore del rione e dei suoi abitanti. Castello ha perso una parte della sua anima»

Il rione di Castello piange, in questi giorni, Antonella Negri Rotta, storica esercente dell'omonimo negozio di alimentari. 

La donna si è spenta all'età di 70 anni, lasciando il marito Giuseppe, il figlio Massimiliano, la mamma Maria, i fratelli Bruno con Silvana e Ferruccio, Fulvia, i nipoti. Il funerale si è svolto mercoledì pomeriggio alla chiesa parrocchiale di Castello, dove la famiglia è conosciutissima per la pluridecennale attività. I parenti hanno espresso pubblicamente il ringraziamento al personale delle cure palliative dell'Asst Lecco, in particolare al dottor Marino e al signor Nando per l'assistenza prestata.

Riceviamo e pubblichiamo il ricordo di Antonella Negri tracciato dal collega giornalista, nonché direttore del Planetario di Lecco - che ha sede al Parco Belgiojoso di Castello - Loris Lazzati.

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Castello ha perso una parte della sua anima. Una donna nel cuore del rione e dei suoi abitanti. Per chi si recava nello storico negozio di alimentari di corso Matteotti, Antonella Negri era il sorriso del mattino e di qualsiasi altra ora della giornata.

Una miniera di allegria e di positività, capace di illuminare anche i momenti più banali con una raffica di battute fulminanti, pronunciate con quel suo stile che pareva tratto dal teatro, e invece arrivava dalla vita e da dentro. Talmente briosa e brillante da riservare una sorpresa ogni volta che la si incontrava, per cui entrare per comprare il pane diventava un pacchetto regalo con una pillola di umorismo.

Se Strehler l'avesse conosciuta, credo che sarebbe passato ogni giorno a osservarla come fonte di ispirazione. Era un miracolo, come la vitalità del suo negozio: un alimentari che ci ricorda un mondo che non c'è più, dove quasi ti aspetti che il buon Ferruccio e i suoi cari, come 60 anni fa, siano pronti a venderti la Nutella sciolta e pesata anziché nel barattolo. Dove ti aspetti di veder arrivare un bimbo coi pantaloncini corti e le ginocchia spelate a chiedere pane, burro e zucchero per merenda.

Un miracolo che resiste, e alla grande, all'epoca degli spersonalizzanti centri commerciali e agli onnipresenti outlet. Ma un motivo c'è, e Antonella lo rappresentava in carne e ossa: dai Negri sono proprio le cose che reputiamo d’altri tempi a fare la differenza. Per Antonella, e per i suoi familiari, ogni cliente era unico. Non un numero e una carta di credito, ma una persona, di più, un amico vero. 

Non ho mai capito che fosse malata, e anche questo la dice lunga sulla sua vitalità e la sua dignità: la notizia della sua scomparsa mi è parsa, semplicemente, un brutto scherzo. Purtroppo non lo era: Antonella non c'è più. Saranno gli angeli a restare a bocca aperta per le sue trovate. E se gli angeli ridono, tutto il mondo ne avrà beneficio. Forse lei è andata lassù per aiutarci a questo modo: facendo ridere gli angeli.

A noi, oltre a un abbraccio immenso, resta un appello accorato per Ferruccio e i suoi cari: continuate a farci sentire che Antonella è viva, a rendere unico ogni cliente come avete sempre fatto. Continuate a far sì che, entrando da voi, come scriveva Pascoli, ci sia sempre qualcosa di nuovo nell'aria, anzi di antico.

Loris Lazzati

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